Archivi del mese: giugno 2015

Infingardi lacciuoli

S’io fui del primo dubbio disvestito
per le sorrise parolette brevi,
dentro ad un nuovo più fu’ inretito

(Dante, Par. Canto I)

 Fiamm. lib. 4. 157. Ne gli è a cura di compor le fittizie, le quali lacci sono ad irretíre gli huomini di pura fede.

(Boccaccio)

Inretire > irretire

voce dotta, primariamente attestata nel XIV sec., in Dante e Boccaccio.

Si tratta di una formazione denominale da “rete”, la rete di un pescatore, o la rete di un ragno. Non ci si lasci IRRETIRE dalla sfumatura di significato tutto sommato positiva che il verbo ha assunto nel linguaggio corrente, ovvero “sedurre,” “attrarre col proprio fascino”, si tenga invece sempre presente  il significato primario, ben trasparente, dell’inganno costituito dalla rete. Irretire vale “intrappolare con l’inganno”, che è ben altro da avvicinare qualcuno a sé solo con l’attrazione, rispettandone quindi l’individualità e il libero arbitrio. La rete è infida perché invisibile, e letale perché se ne esce solo fritti in fricassea o mummificati dal veleno del ragno.

ragnatela

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