Archivi del mese: ottobre 2009

Di tutto un po’

Mi permetto un postarello informale informale.

Volevo darvi un segno di vita – e che vita! Doppia, addirittura! – e scusarmi della mia assenza prolungata. Mi mette un po’ a disagio non farmi trovare e non curare questa casa, ma devo anche ammettere che non so quando ciò potrà cambiare. Manca meno di un mese e c’è stato e c’è molto da fare per prepararci a quest’arrivo che ci sconvolgerà la vita per sempre, quindi è mancato il tempo, ma a dire il vero anche la testa. Mi sembra di non riuscire a pensare ad altro, e sono al settimo cielo. Mi domando cosa ne sarà della mia individualità e come e quando potrò recuperarne almeno una parte, ma per ora sono felice così, già innamorata.

Anche se la maggior parte di voi visitatori è di sesso maschile, provate a comprendermi a scusarmi in anticipo se dovessi latitare o rispondere poco prontamente a qualche interessante richiesta. Fra un mese sarà – temo – anche peggio.

Comunque in questi giorni mi sono un po’ scossa e alla fine ho risposto con un ritardo biblico al quesito di Gianca. Ma gli eventi di questi ultimi giorni mi riportano anche bruscamente alla realtà (in)civile in cui mio malgrado mi tocca vivere e mettere al mondo questo pargolo. Se ieri avrei voluto urlare di gioia che il paziente (la democrazia) forse ancora è vivo, ha mosso un dito, oggi già il morale è sceso e mi sento meno ottimista. Forse davvero era solo uno stimolo involontario, un riflesso nervoso.

Però è consolante che gli avvocati di Berlusconi  forniscano ogni volta che parlano dei potenziali spunti per questo blog. A volte mi domando chi gli scriva i testi: già il buon Ghedini si era distino per la geniale formula “utilizzatore finale”.  Ora ci si mette anche Pecorella, evidentemente invidioso di cotanto genio.

In passato nientepopodimenoché Alessandro Magno prima, e Ottaviano Augusto poi – che certo non passarono alla storia per la loro modestia – amarono definirsi primi inter pares, con amabile ossimoro, ovvero presa per il culo. Come a dire “io sono uguale e voi, ma per volere divino sono un po’ più uguale di voi”. Apprendiamo ora da Pecorella che Berlusconi sarebbe addirittura primus super pares, quindi praticamente non un uomo prescelto dalla divinità, ma la divinità stessa. Dev’essere per quello che se la legge è uguale per tutti, non lo è la sua applicazione, altra trovata interessante, ancora di Ghedini.

Diciamo che la consulta ha preso a calci in culo lui e questa strampalata tesi, ma diciamo anche che sono in cantiere altri mezzi per giungere alla stessa soddisfazione del requisito super pares, non ultimo quello sfuggito per lapsus al diretto interessato:

http://tv.repubblica.it/dossier/bocciato-lodo-alfano/lapsus-di-berlusconi-speso-200-mln-per-i-giudici/37835?video

12 commenti

Archiviato in post non linguistici