Neomelodici all’attacco della coerenza testuale

Nella scorsa lezione ho proposto ai miei studenti un esercizio sulla coerenza testuale, praticamente un testo in cui alcune frasi erano state “distrutte”, e andavano ricostruite, come in un puzzle. E’ un esercizio molto interessante, che permette di fare grammatica in modo meno noioso e tradizionale, e mostra come in un discorso ogni parte abbia relazione con il tutto. Al termine della lezione, abbiamo preso di petto quasi ogni parte del discorso, affrontando un testo in modo globale. Sono soddisfatta.

Domani è l’ultima lezione, e il capo si è raccomandato di proporre loro un’attività leggera, per concludere. Allora ho chiesto agli studenti i titoli di canzoni italiane che gli piacciono e di cui vorrebbero magari approfondire i testi. Inevitabilmente, sono saltati fuori i nomi degli odiati Tiziano Ferro e Giusy Ferreri. E’ uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo, quindi vado oltre le mie idiosincrasie e mi metto al lavoro. La canzone prescelta per Tiziano Ferro “Indietro”. Eccone il testo:

 Io voglio regalarti la mia vita.
Chiedo tu cambi tutta la mia vita, ora.
Ti do questa notizia in conclusione.
Notizia è l’anagramma del mio nome, vedi.
E so che serve tempo, non lo nego.
Anche se in fondo tempo non ce n’è, ma se…

[Rit]
Cerco lo vedo.
L’amore va veloce e tu stai indietro.
Se cerchi mi vedi.
Il bene più segreto sfugge all’uomo che non guarda avanti, mai.

Ricevo il tuo contrordine speciale.
Nemico della logica morale.
Opposto della fisica normale.
Geometria degli angoli nascosti, nostri.

E adesso!
Ripenso a quella foto insieme.
Decido che non ti avrei mai perduta,
mai perduta, perché ti volevo troppo.

Mancano i colpi al cuore.
Quel poco tanto di dolore.
Quell’attitudine di chi ricorda tutto, ma se…

[Rit]
Guardo, lo vedo.
Il mondo va veloce e tu vai indietro.
Se cerchi, mi vedi.
Il bene più segreto sfugge all’uomo che non guarda avanti, mai.

Dietro le lacrime che mi hai nascosto.
Negli spazi di un segreto opposto.
Resto fermo e ti aspetto.
Da qui non mi è possibile.
No non rivederti più.
Se lontana non sei stata mai.

[Rit]
Se cerco lo vedo.
L’amore va veloce e tu stai indietro.
Se cerchi mi vedi.
Il bene più segreto sfugge all’uomo che non guarda avanti, mai.

Per chi volesse gustarne anche la finissima melodia:

Mi vengono in mente anche esempi da un Sanremo passato. La Tatangelo che dedica questi poetici versi di incoraggiamento all’amico parrucchiere gay (che dite? E’ uno stereotipo? Criticoni!) che le ruba i rossetti, si infila nel suo letto e si lascia accarezzare come un gatto:

Se a chi ti dice che non sei normale

tu non piangere su quello che non sei

O dallo stesso Sanremo i Sonohra

 Guardo il cielo e non vedo altro colore
solo grigio piombo che mi spegne il sole,
l’unica certezza è gli occhi che io ho di te.,
sul mio letto il vento le fa volare,
la distanza che ci divide fa male anche a me.

Due fotografie è tutto ciò che rimane

Un vero e proprio colpo al cuore per la concordanza soggetto-verbo. Vale la pena godersi il commento musicale di quei geniacci di Elio e le storie tese:

Ma torniamo a Tiziano, il fine e indiscusso maestro del procedimento retorico barocco dell’accumulazione:

Sono un grande falso mentre fingo l’allegria,
sei il gran diffidente mentre fingi simpatia,
come un terremoto in un deserto che…
che crolla tutto ed io son morto e nessuno se n’è accorto.
Lo sanno tutti che in caso di pericolo si salva solo chi sa volare bene,
quindi se escludi gli aviatori, i falchi, nuvole, gli aerei, aquile e angeli, rimani te
ed io mi chiedo ora che farai,
che nessuno ti verrà a salvare,
complimenti per la vita da campione,
insulti per l’errore di un rigore.

Case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale
Che anche se non valgo niente perlomeno a te
Ti permetto di sognare

E ancora:

La voglia scalpitava, strillava,
tuonava..cantava..
Da notte fonda nel petto di..
Paola..oh..Paola..
La noia quella sera era troppa
E cercava, chiamava
200 principi e invece lei era la
dama del castello

Tiziano all’attacco del relativismo cromatico:

RIT:
Il tuo è un rosso relativo
Senza macchia d’amore ma adesso
Canterà dentro di te
Per la gran solitudine e..
Forza..amati per questa sera
Che domani torni in te ma
Non ti diverte perché
Vuoi qualcosa di più facile.

E’ iniziato tutto per un tuo capriccio
Io non mi fidavo.. era solo sesso
Ma il sesso è un’attitudine
Come l’arte in genere

Lo sapevate che il sesso e l’arte in genere sono attitudini (una della parole predilette del vate)? Sapevatelo!

E’ giunta l’ora di rivelare la mondo il metodo di Tiziano Ferro nello scrivere i testi. Vedete, Tiziano possiede svariati bussolotti, uno per ogni parte del discorso: sostantivi (con parecchi doppioni del termine “attitudine”), verbi, aggettivi, avverbi, pronomi, interiezioni (che comprende solo nananananana, e ohohohohoho), congiunzioni. Infila la mano in ognuno e ne estrae quello che capita. E così prendono forma le sue frasi. Qualcosa come la scrittura automatica: è uno spirito che guida la sua mano, e che ci sta lanciando messaggi subliminali.

Potrei andare oltre, o tirare in ballo anche Gigi D’Alessio, ma perdonatemi se le forze m’abbandonano.

Già domani m’aspetta una dura mattinata, ma mai dura come quella dei miei studenti, ai quali proporrò i testi che mi hanno richiesto censurati delle “parole chiave”. O almeno quelle che loro crederanno essere le parole chiave. Suderanno, si dispereranno, scalpiteranno, tuoneranno, canteranno, strilleranno (scusare, m’ha preso la mano pure a me: e che in mezzo a 20 verbi, uno che c’azzecca (copyright Di Pietro) ci dev’essere), alla ricerca della parola giusta che dia un senso a quel testo.

Senza sapere, poverini, che non c’è.

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57 commenti

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57 risposte a “Neomelodici all’attacco della coerenza testuale

  1. coccoina

    Sotto controllo e pressato alla pressa, inutile neomelo e mi porgo invano a congiungere attitudine arboricola e sesso bacherozzo, relativamente colorando ad arte pensierucci d’affètto al rimbalzo, di ramo in ramo, coerentemente, di foglia in foglio dove scrivo testi come t’amo, di dritto e di rovescio e che diventa oma’t, zeppo di pancia pancia mia perché i perché e i pensieri miei ti somiglino e serviti al bollore, bolla africana; e bambini che urleranno parole con almeno un silenzio nel mezzo e pause di pensiero assente di presenza e presente d’assenza . Olè.
    .
    Il tuo buon umore attacca, peggio dell’A/H1N1—ciao, cara ska, mentre ne vedo il sorriso, or che non son più scemo a simpatia, o almeno credo.

    • Paolo, stai attento: se ti legge il Ferro ti fa suo paroliere ad honorem. Buonumore sì, come potrebbe essere diversamente? Pur con questa calura, quando leggi tanta idiozia ti senti felice di essere nato con due lire ma due libbre di cervello in più.   Un bacio a te e ci si vede anche nella tua nuova “casetta”, dove ho già sbirciato nuove pietanze che per ora non posso assaggiare perché come al solito devo scappare e portare la mia panza a sguazzare….

  2. Mi sembra che il sistema Ferro sia molto Dada. peccato che l’interessante movimento si sia auto sciolto da oltre 80 anni. Niente di nuovo sotto il sole dunque.

  3. Max

    Però bisogna essere sinceri e dire che Tiziano Ferro non è il solo a fare cose strane con le parole. Anzi sembrerebbe che nel mondo della canzone sia molto difficile trovare esempi di testi scritti seguendo i criteri della grammatica. E forse questo dipende dal fatto che, più che per dar retta ad un presunto impulso poetico, spesso i parolieri utilizzano quello che viene chiamato in musica “word painting” – dipingere con le parole. Il word painting non prevede di seguire delle regole grammaticali, lo scopo è solo quello di ottenere un risultato che sia “esteticamente” accettabile all’orecchio dell’ascoltatore (a prescindere dal fatto che l’uso delle parole sia corretto) e musicalmente interessante. Il word painting (rabbrividisci Skakkina!) inizialmente nasce per comporre dei testi in pseudo latino: parole inventate che hanno un suono che ricorda gli antichi canti liturgici o le atmosfere dei Carmina Burana di Orff (questo finto latino è impiegato sovente nelle colonne sonore con una forte impronta epica dei filmoni “usa e getta” Hollywoodiani dove sarebbe totalmente inutile prendersi la briga di assumere un esperto di lingue per scrivere i testi per i commenti sonori di un film sul dinosauro di turno). Il word-painting è alla base anche di quello che viene definito “rap” o cultura “hip-hop” dove in effetti ascoltando i testi c’è da storcere il naso… ma di fatto, anche lì, lo scopo non è quello di prendere un “ottimo” in italiano e i risultati, da un punto di vista musicale e soprattutto comunicativo possono essere molto apprezzabili.

    Ciò detto la canzone di Tiziano Ferro resta orribile comunque LOL 🙂 Anche perchè, come dicevo a Ska in privato, musicalmente è un copia incolla del canone in re maggiore di Pachelbel (ma volendo sulla strofa ci si può cantare sopra anche “bello / bello e impossibile / con gli occhi neri e quel sapor mediorientale” della Giannini), e mi ricorda quando io a quindici anni improvvisavo per divertimento parole inventate sulle note della “Barilla”. Devo però ammettere che, anche se a fatica, vedendo il testo nero su bianco mi pare di riuscire a decifrare e comprendere quello che dice (ma potrebbe essere un’allucinazione).

    Però Tiziano Ferro può essere in qualche modo scagionato, perchè in realtà non appartiene alla categoria dei cantanti neomelodici, lui si ispira chiaramente alla cultura hip-hop più soft (come dimostra la canzone con la quale ha sfondato, “Rosso Relativo” che in realtà è una canzone inglese della quale Ferro ha preso la base musicale e ci ha incollato le parole con il word painting LOL 🙂

    Ma i casi di canzoni con passaggi “complicati”, forzature eccessive e rime cercate a tutti i costi sono innumerevoli, come ad esempio nei Pooh:

    “Stare insieme è finito, abbiamo capito, ma dirsela è dura”

    “Dio delle città (?) e dell’immensità, s’è vero che ci sei e hai viaggiato più di noi (?), vediamo se si può imparare questa vita e magari un po’ cambiarla prima che ci cambi lei”

    Baglioni:

    “Il mattino si è svegliato e disteso si è contro il cielo” (?)

    L’incomprensibile ma comprensibilissima “Amico Fragile” di De Andrè:

    “Potevo attraversare litri e litri di corallo per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci” (?)

    “Angelina cammina cammina sulle sue scarpette blu, carabiniere l’ha innamorata volta la carta e lui non c’è più”

    Il 90% delle canzoni di Battiato che pur di far rima chiama in causa fotoni, elettroni, aminoacidi e le particelle sub-atomiche meno conosciute e i cui testi farebbero venire il mal di testa ad un chimico nucleare.

    Insomma i testi delle canzoni, da un certo punto in poi, sono diventati una cosa molto complicata! In Italia e nel resto del mondo. Concludo ricordando che le canzoni rock più celebri di tutti i tempi, che come singoli hanno venduto milioni di dischi (“Bohemian Rhapsody” dei Queen e “Stairway to Heaven” dei Led Zeppelin) praticamente da un punto di vista logico non significano assolutamente nulla.

    Tutto ciò per dire che nella musica tutto è concesso, anche se il nostro Tiziano nazionale (si perchè è lui il Tiziano nazionale mica l’altro LOL 🙂 ce la sta mettendo tutta (la penna) per battere i suoi avversari.

    • Va bene, va bene tutto, Max, facciamo finta di accettare il Word Painting (e rabbrividisco sì: allora tanto vale cantare asereje nana, nene: è più onesto), la cultura hip hop e tutto ciò che ne consegue.
      Io vivo felicemente ignorando Tiziano Ferro, almeno finché non entro nei supermercati o mi impegno a smazzarmene un testo per una lezione. Però non mi dire che è quello che fanno De André, Battiato e nemmanco – tiè, pure se lo odio – Baglioni.
      Quando dici che il verso di De André è incomprensibile ma comprensibilissimo ti sei risposto da solo: parla al tuo cuore e non lo puoi spiegare perché è poesia. Si possono spiegare i limoni di Montale che sono “le trombe d’oro della solarità”? Eppure quando lo leggi ti senti accecato e… assordato dal giallo dei limoni. La poesia non è word painting, e De André è un poeta prima di essere un cantante.
      Poi con Battiato mi tocchi sul vivo. Lasciamo stare er sor Franco, per favore!
      A me l’espressione word painting pare persino bella, e allora la riserverei per Battiato e ai vari Ferro, Tatangelo, D’Alessio e Sonohra attribuirei la traduzione di “imbrattare con le parole”.
      Quando Battiato canta:

      Voglio vederti danzare
      come le zingare del deserto
      con candelabri in testa
      o come le balinesi nei giorni di festa.
      Voglio vederti danzare
      come i Dervisches Tourners
      che girano sulle spine dorsali
      o al suono di cavigliere del Katakali.

      Io vedo immagini. Questa io la chiamo capacità evocativa.

      Quando Ferro canta:

      nemico della logica morale

      non vedo proprio nulla, mi si annebbia la vista e per me l’unico nemico della logica è lui.

      Quando parli di fotoni ed elettroni ti riferisci a quel capolavoro che è Pollution, col quale Francone si assume perfino l’onere divulgativo delle leggi della termoidraulica?

      La portata di un condotto
      è il volume liquido
      che passa in una sua sezione
      nell’unità di tempo:
      e si ottiene moltiplicando
      la sezione perpendicolare
      per la velocità che avrai del liquido.
      A regime permanente
      la portata è costante
      attraverso una sezione del condotto.
      Atomi dell’idrogeno
      campi elettrici ioni-isofoto
      radio litio-atomico
      gas magnetico.
      Ti sei mai chiesto quale funzione hai?

      Oppure la fantastica ed evoluzionistica Plancton?

      Sto vivendo da due secoli in oceani,
      ho imparato come respirare mare,
      le mie mani diventano squame,
      sotto il mare sta cambiando la mia struttura
      e il mio corpo è sempre più uguale ai pesci.
      I miei capelli diventano alghe.

      Dai, su, è un’altra classe. Posso andare avanti per ore, se vuoi.

      Poi guarda i video: confronta le mossette da checca di Ferro e questo fantastico balletto:

      Ma non lo vedi il genio di chi si sente talmente superiore da poter ostentare cotanta demenzialità?

      • Max

        No no è la canzone di De Andrè ad essere incomprensibile ma comprensibilissima… ma quel verso non l’ho ancora decifrato 🙂

        “La poesia non è word painting…” io penso di sì. E’ bella l’idea di dipingere con le parole, perchè no? Tu stessa dici che il giallo dei limoni di Montale ti assorda, confondendo espressione sonora, parole e immagini. Detto questo, lo sai bene, la poesia non è mettere parole a caso che suonino bene (anche se io sono favorevole ad una interpretazione del genere della poesia): i grandi poeti, anche quando non sembra, rispettano sempre delle regole sacrosante che fanno paura (da qui la differenza tra Montale, Jim Morrison e la smemoranda di un adolescente) e quando anche un grande come De Andrè fà cose strane c’è poco da giustificare.

        Beh certo che l’esempio della canzone di Battiato sopracitata è spietato. Lo sò, è una delle mie canzoni preferite, quando la sento ci faccio i viaggi esattamente come con Kashmir dei Led Zeppelin (ascoltala! Riesci a vederla la terra marrone bruciata dal sole?) ma anche “il nemico della logica morale” di Tiziano Ferro non è male, anzi è uno dei pochi passaggi che sembrano avere senso (e non credo che l’intenzione fosse quella di provocare un orgasmo!).

        Quando parlo di fotoni parlo… beh ce li ha messi un po’ qua e un po’ là… difficile sapere con precisione… LOL 😀 Anche in Shock in my Town (o forse lì sono schiere di aminoacidi). Per non parlare dei primi album. Ma non volevano essere necessariamente critiche negative anzi… Trovo che sia bello perdersi nell’apparente mancanza di significato e ritrovarsi e pensare di poterlo fare.

        Quando fai il paragone tra le mossette… dai… fanno cag**e tutti e due! LOL 😀 Sei di parte e basta in questo!! 🙂 A me Tiziano Ferro mi fà orrore, ma sò anche che il mio giudizio è condizionato da una serie di cose, perchè ormai ho superato l’età giusta per farmelo piacere, perchè ormai sono proiettato più verso il classico, etc. Ma alla fine anche quello che lui fà deve avere un senso e rimarrà.

        Credo.

  4. Max

    Aiuto! A furia di ascoltarla in sottofondo sono diventato vittima della sindrome di Stoccolma: ‘sta canzone è bellissima! 😦

    Cioè è straordinaria!

    Nemico della logica morale, la geometria degli angoli nascosti, etc. E’ un capolavoro! :-O

    Purtroppo per capire queste cose bisogna prima ingerire almeno un bicchiere di lambrusco, dopo di che tutto diventa più chiaro e le porte del regno del disimpegno si spalancano. Amen!

  5. Dicevo che la poesia non è word painting se intesa come una combinazione di parole che si limitino a suonare bene assieme. Altrimenti, se cambiamo il senso di qeust’espressione, certo, è dipingere con le parole. Ho detto che a me pare perfino una bella espressione di cui Ferro e compagnia non sono degni.
    Comunque… ebbene sì, sono di parte! 😀
    Ma lo credo bene, mi metti il cantante da me più odiato a paragone di zio Franco! Non lo so se è l’età: a me Battiato piaceva già a 20 anni. Mentre la figlia di mia cugina, 20 anni, già da 8 è una ferrea seguace di Ferro, e ieri è arrivata al punto di dirmi che crede di “voler bene” più a lui che a me! ‘sta stronza, e pensare che ho passato gli anni migliori della mia adolescenza a farle da baby sitter!
    A 15 anni ero diversa anch’io a livello musicale, e molto: magari mi ammorbavo con Masini, o Paolo Vallesi, o qualcosa di Baglioni. Sceglievo appunto i romanticoni, ma non mi sono mai strappata i capelli per nessuno, e già odiavo questi fighetti leccatini che gorgheggiano in video.
    Quanto alle mossette… oh, forse fanno cagare entrambe, ma a me quelle di Ferro innervosiscono, mentre quelle di Battiato mi fanno scompisciare! 😀 Secondo me quest’uomo è intrinsecamente comico.
    Poi, dai, lo sappiamo che la formazione che c’è dietro è diversa: Battiato è un artista, Ferro un prodotto di marketing.
    Ciò detto, voglio sottolineare che l’album “il vuoto”, che se non sbaglio è l’ultimo di Battiato, è una vera minchiata e sono stati 20 euro spesi sulla fiducia, un vero tradimento e un latrocinio 😦
    Non ci si può più fidare di nessuno!

  6. coccoina

    M’intriga e non ne posso fare a meno, non resisto e mi accodo, cari ska e max.
    .
    O se ogni cosa contenesse un’emozione da voler trasmettere, una non-emozione magari, anche ostentata come a volere essere esageratamente fasulla, ma sempre emozione, sempre una cosa a livello, sempre coerente anche nella sua apparente incoerenza?; perché ‘vero’ non ha significato e ‘reale’ non ha bisogno d’essere spiegato—e guai all’artista (il disgraziato che ha bisogno di tentare di comunicare), che è compreso: è finito. Così, almeno, dice Emil Choran.
    .
    Ci sono cose concettuali e di modern-art, oppure video-art, o altre simulazioni, delle quali riesco a sentire l’angoscia, assieme alla ostentazione di colui che me la vuole far sentire—un sentire che non è un piacere come quando una cosa armonica, una ricerca ad esserlo mi tocca, anche solo quando con animo adatto guardo in giro o ascolto o leggo o penetro un suggerimento che mi titilla quella parte del cervello che a tutti assomiglia e che è preposta a godere equilibrio e armonia: che dà piacere, insomma. Piacere che, ad essere trasmesso, obbedisce a simmetrie e asimmetrie, pieni e vuoti, rumori e silenzi: come max dice, un qualcosa dove si “rispettano sempre delle regole sacrosante che fanno paura”.
    E’ un’altra cosa, questo tipo di piacere—se riesco a non amare, non capire forse, quelli che per dire ‘no’ hanno messo merda in scatola, solo perché ‘no’, secondo me e per non partecipare affatto a quello che rifiuti, è in altra maniera che si dice, non è che possa negare quel che ha bisogno di accadere: posso solo dire non mi piace, ma anche nel mio non mi piace, nel rifiuto, è ficcata tremenda una domanda.
    Una domanda che come ogni domanda, tiene dentro di se la risposta—una risposta che, nel mio essere folle, deve essere sempre la solita, qualsiasi sia la domanda.
    Perché tutto sta nella voglia di porsi una domanda, probabilmente.
    Altrimenti vita, esistere e morte assumono altre dimensioni, e si torna alla clava, allo ‘è mio’, alla fame e alla guerra, che sono solo risposta e mai domanda.
    .
    Un saluto e un grazie per avermi regalato curiosità.
    .
    Ho un caro amico scultore che amo e col quale litigo ogni giorno—meno male che litigare fa parte dell’affetto.

  7. Paolo, non hai bisogno di chiedere permesso per infilarti in una discussione, tanto più qui che non è pericoloso: perché devi sapere che questo tu lo chiami litigare, ma non sai di cosa siamo davvero capaci io e quest’uomo. Ci siamo conosciuti prendendoci a clavate, a schiaffoni, insultandoci. Roba da far fuggire gli altri avventori del blog. Li sì che era pericoloso.

    Tornando al tema, stiamo scivolando, dalle canzonette da cui eravamo partiti, su un terreno accidentato. Perché è impossibile definire cosa sia l’arte, e pure a me è venuto in mente il tipo della merda d’autore, prima che lo leggessi nelle tue righe. Era una provocazione, ma davvero una provocazione che fa riflettere. Davvero forse tutto sta nel porsi una domanda, sai?
    Ci sono milioni di cose che anch’io non capisco, e ancora devo dare una risposta a me stessa su quello che per me, e solo per me, sia il confine fra l’arte e la non arte. Leggo sul venerdì di repubblica che Obama vuole svecchiare la collezione d’arte della casa bianca, e fra le opere da lui prescelte c’è “Homage to the square”

    Ecco, qui la mia mente semplice si fa molte domande: che l’artista ci volesse prendere per il culo?
    Ma, modestamente, passo avanti. Meglio non rispondersi, a volte. L’arte può essere anche abilità di commerciare un messaggio.
    Per me però arte non è quando si studiano a tavolino i gusti delle masse e gli si fornisce un prodotto ad hoc. E questo, a me, pare di riconoscerlo.

  8. coccoina

    Sì, cara ska—e Obama, se non gli piace, ha ragione di levarselo da sotto il naso, quel coso che anche me lascia come m’ha trovato e niente più: forse contiene più emozione un cartello stradale—o addirittura è quello, un cartello stradale in abito da sera. Bah!
    .
    La domanda è il fulcro—e dentro una risposta. Accordo perfetto. Proprio perfetto, che è impossibile, no—facciamo quasi. Chiaro che la risposta non è una vera risposta, ma l’inizio di un’altra domanda con risposta che non è risposta. Eh eh!
    Perché un’opera d’arte ‘probabile’ – e che non è mai ‘probabile’, se ci pensi bene, perché lo leggi, lo senti che è apocrifa, finta a far finta d’essere un’opera d’arte, è sempre una spesso arrogante o furba o stupida (stupida no, ché quello è genuino naïve: Henri Rousseau, Le Douanier, il magnifico; oppure il grande Antonio Ligabue e le sue finto-feroci tigri di pianura e le sue motociclette Guzzi, che ne aveva cinquanta) – è una risposta, lo vuole essere e soltanto una RISPOSTA, con una piccola domanda finta dentro e che poi il critico e il mercante di turno gonfieranno a pallone e in patinata e in veste grafica che è meglio dell’opera medesima; che sa essere solamente una risposta a un niente—se va bene a una voglia o a un prurito, se va bene.
    E non mi riferisco a quello d’oggi: anche ieri e ieri l’altro no, che non scherzavano, a schifezze messe ritte e croste.
    .
    Solo il coraggio allora ti potrà essere accanto per dire, in mezzo al mucchio assetato di succhia risposte: che gran cacata! E a urlo, o a voce pacata.
    Bambini sott’ai cinqu’anni, a letto.
    .
    Vorrei tu fossi qui e andare un giorno in Piazza Cordusio, Ferrovie Nord, qui a Milano, abbellita d’ago e acqua corrente Gae a tettoie—e dire.
    Poi magari anche un giro a dare un occhio ai progetti dei grattacieli a tortiglione della Moratti Expo2015—allora, come dici tu, o randellate o cazzotti.
    .
    Un adeguatamente ampio abbraccio.
    Paolo

  9. orsopio

    a me sembra che la regola sia semplice: chi ci piace “dipinge con le parole”; chi non ci piace è “insensato, ruffiani e malealfabetizzato” (cfr anche adriano celentano: “ma non vorrei che tu, a mezzanotte e tre, STAI già pensando…”)

    ciò premesso, la parola definitiva su tiziano ferro (gliela scrivano sulla lapide) la dice appunto checco zalone: “no, è che pensavo: che cacata di canzone…”
    ciao, e buoni sguazzi.
    op

  10. orsopio

    a me sembra che la regola sia semplice: chi ci piace “dipinge con le parole”; chi non ci piace è “insensato, ruffiano e malealfabetizzato” (cfr anche adriano celentano: “ma non vorrei che tu, a mezzanotte e tre, STAI già pensando…”)

    ciò premesso, la parola definitiva su tiziano ferro (gliela scrivano sulla lapide) la dice appunto checco zalone: “no, è che pensavo: che cacata di canzone…”
    ciao, e buoni sguazzi.
    op

  11. coccoina

    Dimenticavo il meglio, ska—quello Word Painting, quella meraviglia di cosa che non sai e che ti vien su: W_o_r_d__P_a_i_n_t_i_n_g , che meraviglia!
    E’ appena passato di sopra L’Orsopio: ecco, lui lo sa come inzuppare il pennello, quando ci gode e ti ci fa godere un po’ anche te.

    • Lo so bene, Paolo, lo so bene. Comunque secondo me l’orsopio con le parole oltre a dipingerci ci trafigge i nemici. Infine: la cosa quadratica non qualcosa di cui Obama si liberato ma – ahilui – qualcosa che si messo in casa. Contento lui…

  12. coccoina

    …gaffe Barack al quadrato e pennello a stiletto…

  13. Max

    Ho visto un “quadro” in vendita in TV per tot mila euro. Era una tela bianca, non sto scherzando.

    A cominciare dalla risposta di Coccoina mi sento molto confuso, quindi mi dimetto perchè il mio viaggio mentale è partito da Tiziano Ferro, poi passando per quello che (non) dice Coccoina ho viaggiato lungo la linea di confine tra quella che chiamano arte (come se fosse qualcosa di identificabile, ma non è così, l’arte non esiste! :-O) e tutto il resto, passando per i barattoli di cacca.

    E nella confusione mi pare di aver intuito ancora una volta che ogni giudizio è insensato – ti ricordi che te lo dicevo Ska? Non ha senso criticare la Santacroce, persino lei! – e si può solo essere testimoni. Grazie Coccoina per avermi ricordato che avevo deciso di dedicarmi anima e corpo al disimpegno. Dobbiamo abbandonarci, abbandonatevi.

  14. Max

    “guai all’artista (il disgraziato che ha bisogno di tentare di comunicare), che è compreso: è finito.”

    Com’è brutta quella parola “artista” però. Non mi è mai piaciuta. Mai.

  15. coccoina

    …a quelli che mi dicevano che ero un artista, non gli puoi neanche domandare più cos’è che gli facevo…

  16. gianca

    E per congiungere due post facendone uno che potrebbe avere come titolo i neomelodici sfigati, potresti suggerire sul tema una canzone per Tiziano :

    ‘……smonai è l’anagramma del mio nome, vedi….’

    Ciao skanotto, si diverte quello che sguazza?

    • AHaha! Carina questa…. ci ho messo un minutino a capirla, ma “mona” non cos usato qui! 😀 Quello che sguazza, a giudicare da quanto sguazza, si diverte un bel po’. Diciamo che si fa sentire, ecco… finora quasi di comapgnia, ma temo che fra un po’, quando lo spazio si ridurr ulteriormente, ne vedr di notti insonni…. Un abbraccio, gianca, non troppo stretto, che non ci arrivo.

  17. Un abbraccione, a tutti quanti.

  18. Zelda

    e se diciamo che il testo tanto criticato di Tiziano Ferro è opera di Ivano Fossati, coem la mettiamo?
    A me Fossati non piace, Tiziano Ferro, si’, però vorrei vedere se gli estimatori di Fossati hanno qualcosa da dire…scusate la piccola provocazione, ciao!

  19. coccoina

    O se diciamo che il Sole è una caccola di Dio e che i pianeti, e che la nebulosa, la Via Lattea, sono soltanto un’ammucchiata di scoregge?
    E ci scommetto che all’Ivano che scava dove scava è capace che non gliene frega nulla di niente; all’Ivanone che ride serio, amico e bene. E ha occhi che vedono lontano.
    E nel mentre che scava suoni di parole, li ammucchia e dice che NON basta la parola a rumore, anche se è una parola a vento, soffiata, messa a caso, anche fischiata a finto sghiribizzo alla ‘ora te lo dico io’ rubato e falsamente Dadà falso svagato e duro e di prepotente e volitivo principio, principio anche se ridicolo: ci vogliono filo, colore e cuore di ragazzo per far volare un aquilone, un sogno, un’emozione anche solo immaginata. E un cielo: sì, anche un cielo e che non sia finto, anche dipinto e le stelle fatte a pennello, se dipinto col cuore, immaginato dentro come vuol’esser fuori.
    .
    Pardon!

  20. Zelda

    eh, lo so, Paolo.Io dico solo che il testo tanto sbeffeggiato è di Fossati…E infatti la canzone esecrata a me piace molto.

  21. Zelda

    ma ame piacciono pure la Pausini e Ramazzotti.E anche Battiato ..

  22. Zelda

    e quindi concludo che il neomelodico all’attacco della coerenza testuale è Ivano Fossati.

    • Max

      “O se diciamo che il Sole è una caccola di Dio e che i pianeti, e che la nebulosa, la Via Lattea, sono soltanto un’ammucchiata di scoregge?”

      Diremmo la verità Coccoina! 😀

      Dunque il colpevole è Ivano Fossati? Bene gli verrà un colpo alla Skakkina appena torna 🙂

      Beh Ivano Fossati avrà fatto del suo meglio per abbassarsi all’altezza. Ciò non toglie che il testo è meravigliosamente brutto. Quindi è bellissimo, ovvero osceno.

  23. Max

    Per gli amanti di questo genere musicale, per gli amanti degli animali e i devoti di San Francesco:

    Buona giornata a tutti!

  24. coccoina

    Prima di tutto un bel buongiorno (o, se voi preferite, un ble giornonobu che, detto bene e anche volentieri, va bene lo stesso) – anche a ska che non c’è ma c’è: permesso? – e poi accidenti all’Ivano che si dà al mimetico.
    Poi viene la cara Zelda, che le dico ciao con abbraccio, e anche che ‘caro Ivano’ e che, come l’Ettore Petrolini dice, ‘Tutto passa, fuorché l’Avanguardia’; cara Avanguardia che non muore mai forse perché mai nasce davvero, ma fa finta. Cara Avanguardia che assiema gente a mucchio, a branco, come succede con i gagliardetti o i ‘ce l’ho duro’, è vero; magari a dire che le cose non stanno così, che parole e suoni siano liberi da vincoli. Quando i ‘liberatori’ proprio vincoli differenti inventano—non uguali giammai, solo simili: simili e sempre vincoli. Principii, regole, leggi nascono: Libertà che ha bisogno mai d’essere inventata, mai: vincoli, nuovi e vecchi, quelli sì: son buoni tutti, a invenzione o a comando, a dirne uno. Armonia, che magari ce ne fosse, è assente, perché non invitata: o a ignoranza o alla ‘ma cos’è?’. Coerenza testuale, Zelda: cosa vuol dire? E’ una bufala, sai?: non vuol dir niente. Forse per Coerenza s’intende un’altra cosa, perché la Coerenza è il Caos che la inventa, che magari addirittura ci nasce da dentro a clone, per provocare e combattere Armonia. Armonia sempre cercata, sempre cercata e che nel cercarla penso proprio soltanto esista—e mai trovata. Mai.
    Perché Coerenza ha da avere il suo contrapposto, Caos—Caos che nessuno davvero ha mai visto – anche lui –, toccato, annusato. Invitato a cena. Né Caos, né Coerenza: invenzioni a cercare di capire quello che non sarà mai capito e che somiglia tanto ad essere vivi.
    Cemento alle ali dell’Immaginazione, il finto Caos, io penso.

    Poi viene il ciao al caro Max che lo so, lo so della caccola: ma, come quasi sempre ‘è il tono che fa la musica’, in questo caso è il contesto che vale—Armonia è fatica o cosa che ti ci vuol dentro e trovi fuori: trovi e cerchi e trovi; innata, l’Armonia posseduta o trovata; e sempre regalata, se la trovi e quando: solitamente, e da eterni fanciulli.
    Io c’ho un’idea-mondo che chiamo zero uno e novantanove e nove, e che puoi immaginare; e il link: perfetto e grazie: quanto c’è da imparare, meno male—quasi quasi…
    Ciao gente e un abbraccio a ska, che gli s’è stropicciato il divano.
    .
    Ehi ragazzi! Qui Catto-crediti religioso-formativi e bava alla bocca; in Polonia: Madonna!
    Questa sì che si chiama coerenza!

    • Max

      Si penso di poterlo comprendere Coccoina, la mia concezione delle cose – se vogliamo guardare ai cocci – o del mondo – se vogliamo ammirare, nell’insieme, l’illusione dell’insieme-io che in realtà non è mai esistito se non per convenzione o supposta ignoranza – deve essere per forza di cose simile o del tutto identica alla tua. Anzi, diciamo la verità: non dovrebbe mai essere diversa per nessuno, anche se lo è. Solo che per me, qualunque cosa sia “me”, e che a me possa venire – strisciando o annunciata dal suono di Cento trombe (notare la perfezione: vedi come solo nella musica è l’illusione dell’Armonia, perchè il suono, o tono come tu dici, in realtà non esiste e non pretende d’essere) – il sospetto che novantanove e nove sia una benedizione di un dio cieco e zero e uno la maledizione che “me” mi sono autoinflitto ormai è quasi una certezza assoluta (non credi?)

      Assoluta come novantanove e nove’s’intende! LOL 🙂 Questa vaga ironia a confermare, nel caso qualcuno fosse nel dubbio, che non si è affetti da carenza di invisibili particelle da sistemare alla bella meglio col sacrosanto uso della forza a norma di legge e che a SAPER contare zero uno, con tutte le maledizioni che ci si può portare appresso, si è per paradosso a lui del tutto simili, quindi ancora una volta soli di fronte ad uno specchio che non ne vuole sapere di spiegarti chi sei.

      Pensavo di fare prima, ma il tempo è scivolato via, ed è quasi l’ora per un’altro giornonobu! :-O

      Quindi un giornonobu a tutti! Ma prima mi tocca darvi la sveglia:

      😉

      Max

  25. coccoina

    Dimenticai una cosa, importante: il Piacere—lo metto in tavola adesso, ché è come il parmigiano o il sale o il pepe: una cosa complementare, ma che se non c’è, tutto non sa di nulla…
    Com’è che s’adopera a fondo lo sapete di già e non ve lo dico: io so che si sparge sopra.

  26. Zelda

    già, Ska, lasciamo tutto in ordine….
    scusa, ma si è svegliata la mia parte di fan(non accanita, ma estimatrice si)di Tizano Ferro…
    Vederlo accostato ai neomelodici e alla Tatangelo mi pare inaccettabile.
    Ha un grande, anzi grandissimo talento, vederlo liquidato cosi’mi pare snob, oltrechè semplicistico…oh, si è svegliata la fan da curva sud, scusate

  27. Max

    Sono comunque curioso di sapere del divano di Ska! 😀

  28. coccoina

    Comincio di fondo come nelle meglio famiglie e dico subito che sono un fanciullo in data di scadenza, e anche nell’oggi 13 passato nessun divano fu stropicciato come tu pensi, ma solo usato come fanno quelli che li vendono TV, caro Max col quale scambio volentieri lo specchio per giocare a vedermici dentro inventato. Trasparente e presente.
    Sì, la musica vuole per sé tutta l’Armonia, avviluppandoti e intasando orecchie per arrivare a possederti l’anima, averti intero e suo; non sa, la presuntuosa, di quanto più gentile nella sua spietatezza sia l’Armonia del Tutto e delle cose e delle Presenze che non ti ammaliano, ma invitano a giocare con loro ed esserlo, loro, portandoti con te la tua propria identità come dote a arricchire.
    Che gioco stupido a distinguere che m’è sortito! Ma è solo un’invenzione per dire che son qui.
    E ancora sì per lo zerouno, che quando uno gli tocca se lo tiene attaccato al collo – o è lui, che ti s’attacca a cappio – come un meraviglioso regalo che ti permette almeno di credere di sapere cosa soffri, quand’è che soffri. E anche ti regala di credere di saper distinguere tra piacere e dolore, mentre ti ruba e regala la domanda dalle mille risposte e tutte che dicono che niente è da capire e che il mistero sei tu che l’hai inventato quando ti sei accorto che lui s’è accorto di te.
    Gli zero uno e i novantanove e nove, per immaginaria coerenza, penso che si regalino da sé.
    Tornando allo specchio: sai cosa amo possa essere Max? Trabarcarlo, lo specchio: passar dall’altra parte, quella dove ci vedi quel bischero che ti guarda fisso e che non se ne va fin tanto che non sei tu che fai il primo passo. Il primo.
    .
    Anche i gatti s’incazzano?
    Anche gli uomini servono?
    Anche di domenica si mangia?
    Anche…e altre mille.
    .
    La sveglia e il suo campanello sono peggio e non fanno le fusa.
    .
    Anche questo pescare parole e affastellarle ping-pong, penso possa essere word-painting.
    .
    Ciao ska, ciao Max.

  29. coccoina

    …tu hai regalato il gatto gatto, Max: posso io in cambio suggerirti d’ascoltarti un bel tango argentino argentino?…

  30. ti avevo tralasciato un po’…..ben mi sta, m’ero perso questo pezzo fantastico!!!
    Tutto bene il resto?!?

  31. Max

    Oh mamma, prima di potermene andare finalmente a dormire mi corre l’obbligo di rispondere veloce veloce a Coccoina!

    Coccoina al quale cedo lo specchio con il quale – napoleonicamente autoeleggendomi a formidabile giocatore di Scacchi 🙂 – potersi “trovare” e “scoprirsi cercando”. Sono un ladro!: Me l’ha detto il dizionario etimologico, ma sono felice di aver rubato, spiato, copiato come da ragazzini a scuola e di aver svergognato l’illusione dell'”inventare”, che in realtà non esiste, ma è solo e sempre un trovare quello che già c’è! E’ già lì: trasparente, presente, assente, pieno di colori… perchè cercarlo? E vuoi vedere che magari cercare è come “chiudersi” e “girare intorno” come dei bischeri? Ho rubato ancora! 🙂

    Allora cos’è inventare?

    Si il bischero dall’altra parte! LOL 🙂 Se non ci fosse… bisognerebbe “inventarlo”, appunto, come un ago nel pagliaio magari 😀

    “Anche i gatti s’incazzano?”

    Graffiano!

    “Anche gli uomini servono?”

    Strisciano!

    “Anche di domenica si mangia?”

    Ricordati di santificare le feste!

    “Anche…e altre mille”

    mille e novantanove!

    “La sveglia e il suo campanello sono peggio e non fanno le fusa.”

    Ringhiano!

    “Anche questo pescare parole e affastellarle ping-pong”

    Infastidiscono!

    “penso possa essere word-painting.”

    Che colora di strani sapori le strade d’asfalto bruciate dal sole, i raggi di Dio a confonderti le pupille. Dilatate. Nel silenzio della festa, gente: dilatate!

    Si penso sia word-painting 🙂

    E la musica, cosa potrei mai dirti? Che accetto più che volentieri il tuo regalo e me ne fuggo via (non l’avevo mai fatto in verità – sulle note del tuo tango argentino argentino 🙂

    Ciao Coccoina! 😉

  32. Max

    Ah! Un saluto al divano di Ska, sono felice di saperti sano e salvo e ben pettinato, non stroppicciato!!

    • Un saluto a tutti quanti, e grazie di aver fatto casino e di avermi strappato pi di un sorriso, che mi ci voleva proprio. Se ce la faccio vi rispondo pi compiutamente domani. Il mio divano in realt ha avuto il suo meritato riposo, e io sono andata a straccarne un altro nelle Marche, a casa di amici. Solo qualche giorno di ferie, non godute in realt al meglio, visto che brutte notizie mi hanno raggiunto fin l. Per tutta la famiglia in formazione, umore a parte, sta bene e gode di ottima salute. Un abbraccio circolare, per ora, a presto!

  33. Max

    Ciao Ska, ben tornata! 🙂

    Mi spiace per le brutte notizie però. Spero che non siano così brutte… 😦

    Max

  34. Ciao bellissimi!
    Invece sì, Max, son proprio brutte. Un lutto in famiglia di una persona ancora giovane e madre di tre figli. Una cugina che non vedevo da tanti anni perché emigrata nel lontano Piemonte. Ma non per questo meno cara, e meno coinvolta nei ricordi dei miei anni più felici.
    Cose che uno non vorrebbe sentire, men che mai in gravidanza. Ma forse in realtà è meglio in gravidanza, quando subito dopo averle ricevute si è costretti a ripensare alla vita, e a questo carrozzone che nonostante tutto va avanti.

    Zelda, ho letto proprio in questi giorni su un giornale di gossip (che è tutto dire) che Fossati ha aiutato Ferro a scrivere la canzone, perché questi era in grossa crisi nel trovare le parole giuste (e direi che si vede! oh, se si vede!). Seguiva una penosa arrampicata sugli specchi nel cercare di collegare un testo privo di ogni senso logico o anche solo estetico con una presunta metafora sul gioco del rugby, in cui per fare punto devi andare indietro, o qualcosa del genere. Diciamo che l’articolo mi ha messo di buonumore: se c’è chi ci crede e apprezza, meglio per Tiziano. Quanto a Fossati, che dire? Aliquando dormitat Homerus: pure Omero ogni tanto si distrae. Ciò non basta – per me, parlo del mio gusto soggettivo – a nobilitare una canzone brutta sotto ogni aspetto. E che mio malgrado mi tocca sentire ovunque. Se hai letto quello che ho detto di Battiato, lo amo profondamente ma mi ha fatto incazzare pure lui con i 20 euro che mi ha rubato con l’album “Il vuoto”.
    Ad ogni modo nessuno mi ha conferito la patente di arbitro del gusto nazionale, fortunatamente per te ;), ma soprattutto per Tiziano Ferro, Giusy Ferreri e una lunga schiera di cantanti, attori, registi, pittori e scrittori. Altrimenti ci puoi giurare che darei una bella ripulita.
    Ma per fortuna che sui gusti non si discute, perché se dovessi affiare le forbici ad altri, temo che anche i miei beniamini farebbero una brutta fine. Senza manco essersi assicurati la pensione con un decimo dell’incasso di un solo singolo di Ferro.
    Infatti il post non verteva tanto sulle mie idiosincrasie musicali (sebbene non ne abbia fatto mistero), quanto sulla violenza che costoro fanno alla lingua italiana.
    Poi i generi musicali non sono il mio forte, quindi se Ferro non è neomelodico mi sta bene, ma non cambia le cose.

  35. Zelda

    ciao, Ska, mi dispiace per la tua tristezza.
    scusa, eh,noi fans della curva sud siamo suscettibili…Tiaziano nazionalpopolare coem la Pausini si’0, neomelodico giammai.
    Su Battiato….non riescoa essere critica, manco quando toppa.

  36. Zelda

    in realtà ioho problemi con la musica italiana:ho sentito alla radio una canzone nuova del celebrato Samuele Bersani…no comment!
    Se con le nostre chiacchiere da salotto ti abbiamo strappato un sorriso, sono contenta.
    Un abbraccio

      • Madonna che m’hai ricordato! Ci credo che sono venuta su “antica”: quando ero piccola mi chiudevo nella sala da pranzo – che non si sa perché era un po’ il caveau di casa, tanto da venir chiuso a chiave quando mia nonna se ne andava: era la stanza preziosa e ricca di segreti – e mettevo su i dischi di mia nonna: altro di musicale non c’era, in casa. E così vai con il vecchio Celentano, Peppino di Capri, e Domenico Modugno. Credo di non aver sentito né pensato a questa canzone per 25 anni o giù di lì. Quasi quasi mi commuovo.

      • coccoina

        Non ho mai visto ormoni messi a cuccia, strizzati, così brutalmente, mentre un’immagine di femmina svolazza candida – fumo leggero sortito dal cervello ed altro del maestro, credo – e ben addomesticati casti, e di botta finale giudiziosa e sbarazzina. Quei lupi d’allora, che teneri cuori sopra duri arnesi!
        Ora, se non ci stai, se non soccombi grato e pompi energico e a appagamento, ti cavano un occhio a colpi d’archetto, ci scommetto: e ti denunciano per offesa al fascino di donna, al ferormone e per offesa al Regime.

  37. Ussignur, Max…..
    lo so che Modugno è un grande…ma io ho ancora l’uncubo dell’indimenticata ‘Piange il telefono’, di quando ero piccola( con ‘la mamma che sta facendo il bagno’…aiuto!!)

  38. gianca

    ciao ska,
    un barrito di saluto a tua cugina ed un abbraccio circolare a tutti voi, sempre di proboscide.
    .
    PS. Se la tua panza ti sembra esagerata non è colpa tua, è solo il salvagente di quello che sguazza..

  39. Wow am I actually the first reply to this amazing article!?

  40. Hehe I am honestly the only reply to your amazing read!?

  41. eh tiziano ferro è il campione assoluto di questa non coerenza testuale, coi suoi giochi di parole che stravolgono i sensi delle frasi

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