Archivi del mese: giugno 2009

“Escort” e “end-users”

Ma come ci piace l’inglese! Dà una certa dignità a qualunque cosa, no? Ricordo ancora lo scambio di mail fra il mio compagno e una dei suoi capi-progetto, in cui si parlava della loro mission e della loro vision. Mi ci feci un sacco di risate.

Solo due parole di sfuggita, quasi una pallida abat-jour accesa su una deduzione già di suo fin troppo evidente: quelle per le strade sono puttane, zoccole, mignotte, più educatamente prostitute, metaforicamente lucciole. Quelle che frequentano palazzo Grazioli e i “lettoni grandi” sono escort, accompagnatrici. Ma io direi anche ministri.

I clienti che di notte, con la visiera del cappellino calata sugli occhi vanno a caricarsele per via, rischierebbero dai 2 ai 6 anni di reclusione se venisse approvato il DDL Carfagna, in quanto correo di uno schifoso fenomeno di sfruttamento, mentre i vecchi primi ministri che giocano alle mille e una notte, e fanno i paparini novelli Humbert Humbert non con una ma con decine di Lolite e qualche accompagnatrice più stagionata ma dalla comprovata esperienza non sono che “utilizzatori finali”.

Utilizzatore finale è un calco semantico di end-user, un’espressione presa in prestito dal linguaggio informatico per designare un’astrazione, ovvero sia l’utente finale di un software, passato per le mani di programmatori: quello che non conta nulla e nulla può, e a cui tocca pure subirsi zozzate come Windows Vista senza aver possibilità di scegliere (come è toccato a me).

Insomma, pare che l’utilizzatore sia talmente altra cosa dal cliente, che a Palazzo Chigi si stanno stracciando le vesti per trovare emendamenti bizantini che salvino il culo a Papi. Approvazione compitino Carfagna rimandato a settembre, e festa per tutti, utilizzatori e clienti.

Da mo’ che lo vado ripetendo che questo paese sta andando a puttane.

Però che cavolo, manco le metafore son più quelle di una volta!

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