L’agente assente

Per insegnarle a capire la struttura della frase latina,  alla ragazza cui do ripetizioni di latino insegno a fare previsioni sugli elementi logici della frase che è lecito attendersi a partire da un altro elemento.

Che so, per esempio: partendo dal verbo, se questo è transitivo è facile aspettarsi un complemento oggetto, quindi andare a cercare l’accusativo.  Se trovo “Cesare diede”, vado a cercarmi quello che diede. E  poi a chi lo diede, quindi un dativo, e così via. Partire dalla logica per scremare le forme e scartare altre ipotesi: così non bisogna scervellarsi su tutte le possibili alternative che una desinenza latina può presentare.

L’altra volta, parlando dei verbi passivi, le dicevo appunto di andare a cercare il complemento d’agente. Perché la frase passiva è un po’ una forzatura, no?

Simona fumava dieci sigarette al giorno

contro

Dieci sigarette al giorno erano fumate da Simona

 Ogni trattato di sterili esercizi grammaticali di trasformazione non ci troverebbe niente da dire, eppure la seconda frase è ridicola: le sigarette non fanno proprio niente, è il complemento d’agente che,  appunto, agisce. Per questo si chiama anche “soggetto logico“. Bisogna davvero cercarlo, perché una frase senza soggetto non esiste: al limite è sottinteso.

Oggi leggendo

 “Mills fu corrotto”

mi sono sentita confusa: dov’è il soggetto logico?

Questo processo è proprio come una frase sospesa: non ha alcun senso.

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19 commenti

Archiviato in lingua e attualità

19 risposte a “L’agente assente

  1. Già… corrotto da chi?
    Insomma, la logica, sia pur analitica, non fa una piega… al massimo una piaga.
    A meno che non si creda ai giudici, cattivi e corrotti… lo diceva anche De André…
    E quanto mi fa male, dar torto a De André per riconoscere il torto di qualcun altro…

  2. Il soggetto sottinteso, quello che manca sempre, che non si espone, che manda avanti gli altri: è sempre quello. E adesso anche l’opposizione si sgretolerà, cadrà a pezzi; si realizza in modo soft il sogno di Licio Gelli. A cosa dobbiamo ancora assistere?

  3. coccoina

    Ahi, la logica!
    Pensare che il Berlù è il risultato logico di quello che la gente ha in testa, mi uccide—anche questo cosa obbedente a logica, mi pare. E, a mo’ di rituale, al mio funerale, recitarne una sfilza logica di logiche inevitabili o illusorie. Illogica e di regole opposte. Polifonica. E piena anch’essa di rispettabili regole.
    Voglio inventare una regola che gli tiri il collo, alla logica, quando e troppo logica e ammazza quello che mi piace.
    Logicamente.
    _______________
    .
    Ciao ska! Un abbraccio.

  4. ilpandadevemorire

    Ho subìto il latino solo in seconda media: era obbligatorio.
    Un giorno l’insegnante mi dice: “Carlo, sei bravo in tutte le materie, perchè in latino sei un animale?” Rispondo che è una lingua morta.
    “E pensi che sia inutile?”
    “No, temo mi faccia puzzare l’alito…”
    ***************************************************
    Ciao, sono il Dottordivago.
    Il Dottordivago apprezza il tuo blog.
    Il tuo blog è apprezzato dal Dottordivago.
    Verresti a trovarmi?
    Mal che vada, dico che due risate te le fai.
    http://www.ilpandadevemorire.wordpress.com
    Saluti.

  5. eliminare il soggetto è facile: basta fare un lodo.
    Il soggetto è eliminato dal lodo.
    Il lodo elimina il soggetto.
    Vado bene così?!?

  6. Uno e pensierini: voi sì che ne capite di grammatica e analisi logica! A Coccoina lasciamo invece il compito di inventarla questa nuova logica che, se tanto mi dà tanto, giova a tutti.
    Saluti di benvenuto a Bokk, collega/rivale di sonetto di Orsopio e che già conoscevo, e al Dottor Divago, che sono appena andata a visitare.

  7. coccoina

    Non posso inventarla, cara ska, altrimenti la codificherei e diventa una logica come tutte le altre: ci vuole un qualcosa che la gente si capisce al volo; e per questo non solo i bisogni, gli averi e le emozioni devono coincidere, ma anche il loro essere divise equamente tra tutti.
    Ciò mai sarà, io credo. Ma, se qualora ha da essere, allora saranno le sensazioni e le emozioni a trasmettersi e non ci sarà bisogno di tacere o voler dire: il tutto è nello stesso momento in cui accade. Mi sa che è solo vivendo in un mondo che sai solo capace di essere così asimmetrico che di certi sogni, diretti ad altri mondi e che hanno sbagliato indirizzo, apri la busta, leggi.
    E rimandi al mittente.

  8. Bel blog, davvero. Ce ne fossero di piu’!

  9. orsopio

    ah, come “garibaldi fu ferito”…?

  10. brava ! davvero arguto.
    mi permetto di segnalarti un blog che ha trattato questo argomento in maniera altrettanto intelligente http://leonardo.blogspot.com/ .

  11. Tutto qua: grazie! Ce ne sono di più, pare, infatti vado a guardarmi la segnalazione della Simo, e colgo l’occasione per ringraziare anche lei: permettiti, permettiti pure! 🙂

    Orsopio: esatto, proprio così. O forse no: bisogna vedere qual è l’elemento importante della frase. Nella canzone di Garibaldi era Garibaldi stesso, mentre nel processo Mills dubito che l’aspetto più importante della storia sia che lui sia stato corrotto. Tanto più che la motivazione della corruzione era una falsa testimonianza. A favore di chi?
    Io ci vedo piuttosto un altro parallelo: tutti gli abitanti dell’isola di Diego Garcia, nell’arcipelago delle Chagos, negli anni ’70 furono deportati alle Seychelles dagli inglesi; i loro documenti vennero distrutti e gli animali domestici gassificati, e ciò per dimostrare che l’isola non era mai stata abitata. Dopo questa belle bonifica la regalarono, come da accordi, agli americani affinché ci facessero una base militare, chiamata Camp Justice (che bel nome!). Nel sito della base si legge che precedentemente “le isole venivano usate come piantagioni di cocco per la produzione di olio di copra”. Anche qui uno potrebbe chiedersi “da chi venivano coltivate?”, specie dal momento che l’isola, a detta degli americani, era disabitata. La loro risposta è pressappoco che c’erano le piantagioni ma i lavoratori non vivevano lì. In pratica erano pendolari isolani: dopo essersi fatti un culo come una noce di cocco, alla sera si facevano una nuotatina fino alle Seychelles per tornare a casa. Logico, no?

  12. orsopio

    bella storia, mia diletta. non la sapevo.
    un’altra brillante pagina nella storia ignominiosa di coloro che hanno la forza ma non la ragione.

  13. Bella storia, quella dell’isola coltivata dai fantasmi, non la sapevo!

  14. coccoina

    C’ho ripensato, ska. Per quella cosa che hai detto che devo fare a proposito di logica nuova.
    Dev’essere quel Mills che m’ha rovinato, poveraccio! Che mi rode. E allora ecco.
    La nuova logica che m’è venuta a mente irragionevolmente, senza seddiovole nemmeno una punta di senno, è quella cosa che non ha bisogno di essere logica, ma una cosa dove le cose soggetto e complemento vanno tutte a posto e in fila da sé, anzi, ci sono di già, senza che tu le tocchi. In riga messe per due o per tre o per diecimila: ci si trovano già, naturalmente, tutte al posto giusto. E se c’è uno che ruba, c’ha un cartello con su scritto soggetto: se è bravo e se non ruba, pure. Per sapere dov’è che ha rubato, cartello con su scritto complemento. Quelle senza cartello, o piangono a dirotto o fanno finta d’essere punto e virgola, parentesi, due punti, punti esclamativi…eccetera.
    Tutto in ordine, che suona bene d’orecchio e bene allineato: cavalli, cavalieri e fantaccini. E vivandiere, puttane di soldato, leccaculo e figlie del reggimento, con o senza reggimento e anche cugine. E senza neanche una scoreggia di trombetta. O di trombone.
    Solo che ho perso gli appunti, i disegni, che mi c’ero preso con così tanta cura e scritti a mano, a penna; e non mi ricordo più tanto bene di com’è che era che la logica non aveva bisogno d’essere messa a filo a piombo di ritmo e di cadenza, e che tutto andava a posto tutto in fila: diritto, a novanta gradi, simmetrico, asimmetrico o che sembrava messo lì a caso e invece no.
    Mi son frugato da per tutto e non li trovo.
    Mi dispiace tanto, ma ci si risente.
    Ma dove l’avrò messi, quei maledetti fogli? Non saranno mica le cose che mi scappano e non ce la fo più a rincorrerle?
    Boh?
    Ci si vede…Ma dove l’avrò?…
    L’isola! Non l’avrò mica lasciati sull’isola, prima di tuffarmi e ritornare a nuoto a casa in tempo per la cena e due carezze ai bimbi? E un ciao cara.

  15. Just passing by.Btw, you website have great content!

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  16. Fulminante, esaustivo, completo. Non si deve aggiungere niente, turberebbe la perfezione dell’assunto. Vado pazzo per la glottologia. Mi sono già innamorato.

    Enrico

  17. Grazie Enrico, ma senza modestia devo dire che sei troppo buono. Spero però di ritrovare presto l’ispirazione e poterti dilettare. Per me è un piacere se posso condividere questo interesse con quante più persone possibile.
    A presto.

    Caro Coccoina, cerca di trovarli, quei fogli, ché ce n’abbiamo bisogno. Anche secondo me chi ruba è soggetto, ma la lingua, che io amo, sa essere bugiarda e truffaldina. E c’è chi se n’approfitta ogni giorno.

  18. azzarola mi fai tornare indietro di anni…
    e sai che ci tornerei a scuola?
    colgo l’occasione di questo post per farmi un ripassino, che serve sempre…
    buona giornata 🙂

    • Irish Coffee, ci tornerei pure io a scuola, subito! In tutti i sensi: sia come studentessa, perché sono stati gli anni più sereni della mia vita, solo col pensiero di imparare e stare con i compagni di scuola anche al di fuori dell’orario scolastico; sia ora, da quasi trentaduenne, come insegnante. Sono una delle poche che ha studiato lettere con questo obiettivo, invece di ripiegarci sopra, ma tant’è. Una serie di riforme, di cui l’ultimo capolavoro porta il nome Gelmini, ha chiuso a doppia mandata la porta di quel sogno, se vogliamo modesto.
      L’altro giorno mi sono ritrovata a fare un colloquio in una scuola privata, cattolica. Mi era stato “procurato” da una mia zia che conosce un professore che insegna lì. Non potrò mai insegnarci stabilmente appunto perché la porta è strachiusa per scuole pubbliche e parificate o paritarie che dir si vogliano, e questa pur essendo una scuola privata prende appunto i soldi dello stato, sulla qual cosa è meglio che non esprima commenti se non voglio rirovinarmi la giornata. Basti solo dire che anche io, mio malgrado, finanzio ampi spazi e luminosi, campi verdi da calcio, tennis, corsi d’arte, attività fantastiche che i miei figli potranno solo sognare e forse neanche quello.
      Insomma, dicevamo: io in questo tipo di scuola posso solo fare sostituzioni, a oltranza e senza sbocchi futuri. Il tipo che insegna lì, però, mi fa presente che è comunque una buona opportunità, perché ti lascia molto tempo libero, nel quale puoi dare lezioni private anche a 70 euro l’ora (!!!!!!!!!).
      Pensa te: lui è uno di quelli che ci si è ritrovato, ad insegnare. Non era nei suoi programmi.
      Viva l’Italia!

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