Se la violenza sulle donne è un buon testimonial

Davvero c’è da meravigliarsi di quanto accade, quando si deve vedere questo?

 

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Ditemi se esagero.

Intanto scusatemi: vado un attimo in piazza a bruciare il reggiseno.

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17 commenti

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17 risposte a “Se la violenza sulle donne è un buon testimonial

  1. coccoina

    Relish spring-summer 2009, dice la cosa—in lingua stylist.
    E i soldatini – che soldatini e pula sono tutti uguali e internazionali – sono magari due di quelli del berlù, pentiti e acquistati dai quattrini mutanda del signor relisch alla vestina da passeggio.
    Mutanda frugata che va lasciata lì senza strapparla – quando poi – perché è meglio di quello che c’è dentro, mi sembra voglia dire il signor relish.
    E’ una cosa per quelli che non devono chiedere mai e prendono—belli e profumati?
    Una dolce violenza, anche ammutandata e in divisa, per un attimo può essere un ‘frisson’—per un attimo e comandato preciso di donna ed a orologio. Un ‘lui’ che crede di chi sa che cosa e una ‘lei’ che sa bene com’è che deve essere ed è, perché Gea sia felice e Gaia. E quando.
    Poi mi domando e dico: ma il non avere il piacere di godere il sì del darsi e del dare sé che una donna contiene assieme dentro, può valere questa violenza che ti lascia solo?
    E in quale continuo di te la riponi una cosa che non puoi restituire amore e riavere indietro altra presenza?
    Ciao ska adirata—e in piazza brucia anche un po’ della mia reggitristezza.
    Qui non si glottologa più e, tra un imparare glottologia e un altro, seddiovole, ci si sanamente incazza! Si glottologherà l’essere incolleriti—un’altra volta e con un prontuario di espressioni che, così andando le cose e la cultura, sembra sia necessario.
    Assieme alle istruzioni d’uso dell’AK47.

  2. Peggio, Coccoina, peggio: i due soldatini sono brasiliani, pensa te! Soldatini del cattivaccio di Lula, che per punirlo gli si vuol togliere il giocattolo dell’amichevole col Brasile. Sarà che in questi giorni di amichevole col Brasile c’è ben poco, come dice La Russa, ma mo’ ci manca pure che vengano a violentare le donne italiane, ‘sti puzzoni brasiliani! Come se i maschi italiani non ne fossero in grado!
    E poi, si sa: l’unico brasiliano bono è Kakà!

  3. Riguardo alla “linea editoriale”: non è detto che qui si riglottologherà presto. Sto cercando (con scarso successo) di utilizzare tutte le energie per trovare uno straccio di lavoro, e or ora sto litigando con la traduzione del curriculum in inglese. E poi, anche a parte questo: sempre più spesso mi domando che senso abbia ‘sto blogghetto un po’ vago e pieno di cose che non interessano a nessuno.

  4. coccoina

    Ce ne dev’essere uno solo su cento che sia bono di caca’ come Kakà, ska ska!
    Lo sfondo allora è quello di Rio de Janeiro visto da Copacabana, e non quello casereccio di Guidonia.
    “Annullare la partita, non andate in vacanza a Rio”, dice Ignazio furente e a occhi ‘sfavati’, come si dice a Livorno a quelli che hanno uno sguardo da ipertiroideo come il suo.
    Come si faccia a avercela con uno che si chiama Lula, anche se brasiliano, non so.
    ______________________
    .
    Vedo ora la tua giunta.
    Prima di chiudere e cominciare a pestarmi le dita a poltiglia e senza neanche il piacere di sbagliare un colpo con un mazzolo da 5 chili da muratore, dopo la botta2 che hai scritto, ti invito a domandarti, tra un ‘to be or not to be’ e un altro, come si farebbe a godere l’altro lato della vita senza quelle cose fortunatamente inutili come quel “che senso abbia ’sto blogghetto un po’ vago e pieno di cose che non interessano a nessuno” che tu dici, in un a realtà così seria e piena zeppa di senso e che più che merda non caca.
    Hai detto ’leggerezza’ giorni fa: tu sapessi quale cosa densa e godibile e che si beve come acqua di fonte sia quel che ci regali e quanta gioia dia pensare che una donna che si chiama ska, anche lei a due gambe e una testa, sta dietro alle righe scritte e tiene viva la sua schiettezza.
    Invito i pochi che tu diverti e ‘impari’ a farsi vivi e a dirti. Dirti ognuno quello che ha voglia e bisogno di dirti.
    Paolo messo di traverso, in sit-in. Paolo, alias nessuno.
    E te lo imbuco sparato di 16:32, così impari!

  5. Non andartene, ska! Ho appena imparato a conoscerti e apprezzarti e già vuoi chiudere bottega? Post come questo, pubblicità come questa, non l’avevo vista mai. Resta, per favore! Paola, messa di traverso, in sit-in. Paola, alias nessuna… dieci minuti precisi dopo Paolo!

  6. Io vi ringrazio, comitato in sit-in, però non fate così che mi fate sentire come certi blogger vanagloriosi che periodicamente minacciano di chiudere per sentirsi dire quanto son bravi.
    Mo’ m’è uscito così, ma io lo penso un giorno sì e l’altro no, ma ci mancherebbe che non dia peso a chi ha la pazienza di leggermi, voi che potete essere nessuno solo come lo era Ulisse.
    E’ una cosa difficile da spiegare, ma io in certi giorni metto in discussione pure me stessa, figuriamoci…
    Oggi poi mi sento un po’ pazza e irrequieta, sarà che ho deciso per la centomilionesima volta di smettere di fumare…
    Vi abbraccio stretti!

  7. coccoina

    Il mondo è pieno di sigari. Ci sono i sigari cubani, i cavour, i toscani stravecchi e quelli mezzi da poveri, gli avana con la paglietta da sfilare, i davidoff, quello del Che, quello alla Winston, i cigarillos—c’e anche il tabacco da fiuto d’infinite specie e quello da masticare con lo sputo.
    E le sigarette. Di tutte le specie ce ne sono: corte, lunghe, ovali, tonde, leggere, forti, bionde, tabacco scuro da operai, col filtro e senza, con la prolunga di cartone per fumarle coi guanti quando è freddo, papier maïs, fatte a mano, a macchinetta con mille tipi di macchinetta una più buffa dell’altra, sottili, formato XXL. Le puoi fumare alla Bogey o alla Marlene, o cantando ‘L’Ultima Sigaretta, col Fumo se ne va…’.
    All’occorrenza cicche: cicche corte e lunghe, da spillo o da fumare a mano; e pacchetti di tutti i colori e anche di latta.
    E c’è pieno di pipe, narghilè e bocchini di tutte le materie e di ogni lunghezza.
    Pensa un po’!
    Quanto tabacco e in quante forme, delle quali alcune ambigue.
    E una galassia di portacenere e di tappeti e salotti alla cera e angolini di mobili antichi da bruciacchiare come con una firma. E tazzine e bicchieri e modi di tirarla lontano, al volo, la cicca.
    E una sola ska, che fiera è capace di fumarsi anche da sola e senza tabacco!
    E senza pippe.
    E altrettante caramelle, liquirizia, cerotti e malumore.
    Paolo

  8. peggylee

    Io che sono nessuno nessuno, che non c’ho neanche un blog e sono ancora più nessuno ma c’ho messo l’abbonamento al feed dei tuoi post, e se vai via mi tocca di trovare miseramente il vuoto quando vado a fare l’aggiornamento, che se non è regolare ogni tanto c’è qualcosa di leggero ma pregnante e divertente e interessante da leggere e mi rilasso e mi distendo come se fossi in pausa-sigaretta. Quindi sit-ingo anch’io e torno nell’ombra.

  9. gianca

    Smettere di fumare è la cosa più facile del mondo: lo faccio almeno venti volte al giorno (M.Twain).
    Fallo anche tu skakkina, magari un pò meno, senza sentirti in colpa, ma non smettere di scrivere su questo Blog.
    Non disponendo di reggiseni da bruciare in piazza per farti desistere da questo tuo proposito, anch’io mi metterò di traverso a peso morto davanti al tuo uscio e mi divertirò un sacco dopo decenni che non lo faccio: sfido poi qualcuno, anche se fossero lulosi poliziotti brasiliani, a spostarmi.
    Della pubblicità oscena non mi importa niente, secondo me non merita alcun commento; Oliviero Toscani ha fatto scuola ma erano altri tempi e soprattutto altra qualità di risultato.
    Ciao trepalleska. Un sereno fine settimana.

  10. Questa, poi! 🙂
    Ho un lettore (o lettrice?) silente! E chi l’avrebbe detto mai? Grazie, Peggylee, di questa breve sortita, mi fa davvero piacere. Spero però che non sia l’ultima, ad ogni modo mi garba (cavolo, mi sto toscanizzando! Coccoinaccio e Twigaccia!) sapere che faccio l’effetto rilassante di una sigaretta, senza fare male e far puzzare l’alito e ingiallire le dita e invecchiare la pelle (sono i contro che mi ripeto ogni gionri come un mantra 😀 ).

    Oh, no, non chiudo, è solo la crisi settimanale! Quindi alzatevi tutti, ché sennò mi monto la testa e il mese prossimo lo rifaccio, come fanno tutte le vere blogstars! 🙂
    Che poi io sono una che ancora tiene i quaderni delle elementari, medie e del liceo, tutti i biglietti d’auguri di 31 anni. E prolissa e logorroica, e opinionizzante (ma non opinionista finché non mi pagano), incazzosa, che se le gira qualcosa per la testa o la dice ai gatti, o chiama qualcuno, o fa in modo che c’entrino le lingue per schiaffarla qua.
    Solo che oggi che mi sono messa seriamente seduta al tavolo a cercare di far qualcosa di concreto per cercare lavoro, mi sono resa conto che ho perso delle buoni occasioni per un pelo, mentre magari mi divertivo qui col mostriciattolo e soprattutto con voi. Autofustigazione e rimproveri alla cattiva ska, che guarda i cartoni prima di fare i compiti!
    Abbiate pazienza se regnerà il disimpegno o i post flash e incazzosi per un po’: se manca il lavoro, manca anche la materia prima per i post.

    Gianca, proprio oggi mi chiedevo che fine avessi fatto, che non t’ho più “visto” manco dai toscanacci! Anch’io, Gianca, ho smesso tante volte, oramai sono una veterana! Smetterò, ma sarò sempre un’ex fumatrice, con un po’ di bava alla bocca a vedere gli altri che se le godono. Mi piacerebbe vantarmi di essere libera, invece io le dipendenze ce lo ho tutte.
    E, per rispondere a Coccoina che m’ha fatto venire un attacco di crisi d’astinenza, le mie erano le autoprodotte col tabacco buono buono, le cartine, e pure il filtro, e a bandiera! Che la gente mi chiedeva “ma non ti passa la voglia se te la devi fare?” no, anzi! Ah, i vizi! Che mondo sarebbe senza?
    Riguardo alla foto: Toscani è un gran paraculo, ma le sue campagne le ho sempre trovate più provocatorie che di cattivo gusto. Ho i nervi scoperti per questi fatti di violenza sulle donne, e vedere che qualcuno li usa per vendere mi manda in bestia. Come le battutelle da bagaglino del premier, e le sue signorine, esportate anche in rai. Mi colpisce come una doccia fredda notare all’improvviso, come qualcuno m’avesse levato il paravento da davanti agli occhi, come il modello femminile che tutti i giorni entra in casa nostra possa influire sui comportamenti di certi uomini.
    Sarà che mi sto disintossicando anche dalla tv, e farmene anche solo un tiro mi dà una bella botta.

  11. gianca

    Sai ska, la cosa che mi farebbe più incazzare è quella di morire sano e vai di là e vedi che tutti ridacchiano e sogghignando ti indicano col dito:
    he he…. guarda quello che è morto senza aver provato i piaceri della vita!
    Eh no, farsi prendere per il culo anche da morto no, porca polenta.
    Quindi ben vengano un buon blog ed una buona sigaretta si, quelle da ‘omo’ e non, come dice Twiga, quelle che si fumano con la bocca a culo di gallina.
    Solo chi ha apprezzato il gusto ed il piacere di una buona sigaretta, magari fatta a mano, sa che non è solo rilassante; se poi questa sigaretta è di marca ska, forte, arguta e glottolosa perchè rollata a mano, allora non è solo rilassante e di certo non fa male nè fa puzzare l’alito, ingiallire le dita e invecchiare la pelle.
    E secondo me sottovoce dico che di tanto in tanto ci mette pure dentro anche un pizzico d’erba.
    Stimola ma non stordisce….ed il privarsene quindi potrebbe diventare un rischio peggiore dei suoi effetti collaterali.
    Settimana lavorativa pesante ska, solo questo, che non mi ha permesso di trovare un momento per passare a salutare tutti gli amici.
    Ma alle grida di dolore no, a queste non si può essere sordi, ed allora l’elefante che è in me si incazza e tu sai che gli elefanti quando si incazzano…..
    Mozione d’ordine a coccoina quale presidente del comitato promotore per invitare gli astanti a togliere il sit-in pro blog e di trasformarlo invece in un organo di supporto a ska alla ricerca del tanto agognato lavoro.
    Un colpo d’altalena a te coccoina ed un buon fine settimana a te skakkina.
    Il sabato alle 9:00 direi che va bene.

  12. Ska, tanto per rimanere in argomento di Toscani, toscanacci e toscanizzazioni:” ‘Un t’azzardia”! Stacco l’ali all’omo ehh…
    Reasto sempre più convinta che invece dovresti curarlo, questo blog. Metterti in contatto con altro blog linguistici e scrivere Skakkina, scrivere!!!!
    Un abbraccione

  13. Oh, a propsito di lavoro, ci troveresti a Coccoina e me, l’etimologia di “antua”, che è poi quell’uggioso malessere che i moderni psichiatri definiscono come “ansia” o “sindrome pre depressiva”. Trovo “antua” molto efficace.
    “Cos’hai?”
    “C’ho l’antùa!” – Mi sembra molto più efficace di:
    “Ho forse un inizio di depressione”
    Ecco

  14. Ah, Skakkina quante pubblicità mi fanno infuriare!
    Io vengo con te in piazza, che l’ultima volta che ci sono stata (e parlo credo dell’inverno scorso) eravamo solo vecchiette.
    … E per il blog: non chiuderlo. Lo tieni qui e quando hai voglia scrivi, così quando non ne hai voglia tu e ne abbiamo noi possiamo venire a leggere vecchi post, anche se tu sei di là a scrivere curriculum in inglese…

  15. nell’ordine : proprio stamane mi chiedevo con mestizia, che paese è quello che obbliga i medici (dico medici!!!!, quegli stessi che dovrebbero rifiutare l’aborto e continuare a tenere in un simulacro di vita quella povera ragazza) a denunciare gli immigrati clandestini che si dovessero mai rivolgere a loro , non per un aperitivo o un maglione di cachemire, ma per essere curati da una malattia , CURATI!!! Che c***o di paese è ?!?!?
    Parte seconda : spesso anche io penso di smettere di scrivere, specie quando non scrivo per un po’; poi magari metto lì due pensieri, anche se a me sembrano superficiali e già letti e straletti in giri, e magari arriva una Skakkina che passa di lì e fa u commento. Ecco, mi dico, allora vale comunque la pena di continuare a comunicare; specie se pensi a tutte le stronzate (scusa eh, ma quando ce vo’ ce vo’) che ogni giorno siamo costretti ad ascoltare. Pensa: se uno come Gasparri può esprimere un opinione (?!?!?) perchè non dovremo farlo noi?

  16. Scusate l’assenza: spesso quando si ha un malessere si sta meglio a casa degli altri che nella propria.
    Gianca: allora non si tratta solo di “avercelo scritto in faccia”! Ce l’ho scritto… nel dna, pure nelle parole che scrivo sul blog. La gente mi “tana” al primo sguardo (parlo delle sigarettine modificate), ma devo dire che di solito è perché sono correi. 😉
    Twiga: e che ti credi, che non ho già indagato, al prima volta che l’hai nominata? Con gli strumenti che ho a casa, l’origine dell’antua non l’ho ancora scoperta. In tutti i sensi. Ma “le faremo sapere”.
    Lavinia: non sei la prima “vecchietta” (si fa per dire, uso le parole tue, eh?) che dice questa cosa. Me ne dispiaccio sinceramente, perché non c’ero nemmeno io, in effetti. E non perché avessi da fare, temo, ma perché il femminismo mi sembrava roba d’altri tempi, una cosa non più necessaria, un’inutile forzatura. Un -ismo sbagliato come quello che si propone di combattere. Questo perché credevo ci fosse una sostanziale parità. Ce l’hanno fatto credere, ma non è così. E quando c’è squilibrio, l’estremismo serve a riportare i piatti della bilancia in parità.
    Unodicinque: che ti devo dire? A me il tuo blog piace molto, nella sua semplicità. Mi ci sento a casa, e poi spesso non è questione di cosa si scrive (apputno perché certi argomenti sono saturi e stratrattati) di ciò che si dice, ma di cosa chi ti legge ci sente dietro. E’ una questione di empatia. Quando fai un post sui biscotti, mi trasmetti simpatia perché ti immagino dichiarare amore al tuo frollino preferito, e perché sento l’incazzatura che c’è dietro riguardo ad altri argomenti, ma che non trova parole per esprimersi. E’ il blog di una persona vera, e non di un vecchio trombone narcisista.

  17. orsopio

    ai miei tempi si diceva che un uomo non può essere femminista, perciò non ti offro il mio appoggio. però ti approvo 🙂
    l’orsopio

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