Un brillocco è per sempre

Estate.

Leggerezza.

Mollo per un attimo i racchettoni e questo posto meraviglioso dove sguazzo gaiamente per fuggire la calura, per onorare il mio primo award bloggettaro, l’ambitissimo brillante weblog tributatomi da Tanuccio, con la motivazione

Perché mi insegna la lingua italiana che a me è sconosciuta.

Alla qual cosa aggiungerei che dichiaro di non aver ricevuto manco mezzo euro dal caro Tanuccio che prende lezioni a scrocco. Ma vabbè, lo perdono solo perché grazie a lui è giunto finalmente quel giorno tanto atteso in cui Angelina Jolie sta crepando di invidia per la sottoscritta: siediti sulla riva e aspetta che passi il cadavere del tuo nemico. Mi risulta infatti che ella non sia l’orgogliosa detentrice di un siffatto premio.

 

Questo è solo il primo passo. Il prossimo sarà vendere l’esclusiva di questo post a “People” e ovviamente devolvere il ricavato a favore dei bambini vietnamiti, dai quali mi recherò presto per rendere la mia famiglia colorita ed etnica, mettendone in fila una centinaio e indicandone uno “quello va bene! Mi faccia un pacchetto”; perché io e il mio uomo, Brad Cynsk, siamo filantropi e moderni, e non ci sposeremo finché tutti i gay non potranno farlo e la fame nel mondo non sarà sconfitta. Il primo pannolino sporco di cacca verdognola dei nostri piccoli sarà altresì messo all’asta da Sotheby’s, e il ricavato devoluto in favore dell’associazione “regala un ipod a un bambino africano”.

Ringrazio la mia famiglia perché se sono come sono lo devo al loro abbandono e menefreghismo; ringrazio anche quei quattro gatti di commentatori che fan lievitare il mio ego e ancora circolano in queste lande desolate in cui si sente solo il canto delle cicale, e i miei due gatti. Vi amo!

 

_______________________________________________________________________ 

Ma ora è giunto il momento si passare il brillocco ad altri 7 sventurati:

Twiga: perché con due parole ti ricrea un mondo, e il dono della sintesi e dell’incisività è qualcosa che mi lascia sempre sgomenta: dovevo essere a casa con l’influenza il giorno che l’hanno distribuita.

Coccoina, hosted by Twiga: perché è il Pennac italiano. Sul brillante award ci doveva stare la sua faccia sorniona. Chi non lo capisce e non si sforza di farlo, ci perde.

MaoBao: per le arie da sfascione che ama darsi, per le sue doti grafiche e musicali, e per la sottile capacità d’analisi socio-geo-politica che gli invidio.

Alice Suella: per le brillanti doti scrittorie, nonché per l’originalità delle associazione di immagini e parole. E’ perché è una blogger cui non interessa nulla, ma veramente nulla, di risultare simpatica ai suoi lettori. I quali d’altra parte si lasciano insultare di buon grado. Ammirevole.

Gli altri 3: non ce l’ho, sono in ferie, sono spariti dalla blogosfera, o sono già stati insigniti prima di me, o fortunati loro!

E poi il mio blogroll non è ancora così lungo da poterlo scrivere su un rotolone di scottex a misura Divina Commedia.

Saluti brillanti

Ska

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14 commenti

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14 risposte a “Un brillocco è per sempre

  1. coccoina

    Penso che la tua nuvola d’Amore, quella che ti porta leggera a leggere di gola la vita e ti fa piovere goccia addosso a noi assetati di te, quella nuvola che non impara e non insegna ma racconta se stessa al mondo che gli si inventa obbediente sotto trasparente e senz’ombra, sia di germoglio anche alla verità che non è – lo sai – ma che vorrebbe tanto volentieri essere inventata—chiamata col tuo nome.
    Questo è un discorso per te, ska: che si legge e si canta a te. Io l’ho solo raccolto nell’aria e te lo porgo—ed ora è tuo e di tutti coloro ai quali sei dono.
    Coccoina, che da te accetta di buona voglia birillocchi di qualsiasi genere ed anche di essere simile ad un qualsiasi tuo Pennac.

    “Por tu amor me duele el aire, – el corazón – y el sombrero.”, disse Federico Garcia Lorca ad un amico, un giorno—lo stesso dolore, questa volta mio, posso sentire oggi quando sento la tua pioggia calma che bagna questo deserto che siamo e fa nascere un unico fiore che vorrei una foresta.
    Infine una sciocchezza-schicchezza: il ritrattino Angelina Jolie…ahi!, il ritrattino Angelina Jolie…come t’è venuto bene il ritrattino!
    Il resto è normale respirare—il tuo normale respirare.

  2. Ma Coccoina, non esageriamo: e poi essere paragonata alla pioggia in una giornata come questa è davvero credo il massimo onore. Non provare a farmi montare la testa ché poi davvero mi mancherebbero solo le tettone e le labbrone ( nonché un bel po’ di soldi e un maritone sex symbol) per uguagliare la donna più tosta, bona ricca, invidiata e filantropa del mondo, poveri noi! Non vorrei finire per incarnare certa tipologia umana da te ben descritta nel tuo post sull’autostima…

    Coccoina in realtà è simile solo a Coccoina, e ognuno solo a uno dei 1000 e più Coccoina che ti scalpitano dentro. Però uno di quelli mi ricorda la capacità di Daniel Pennac di descrivere le brutture umane con un’ironia dolce-amara che ti fa sorridere a denti stretti. Non so se sia il tuo genere, ma è autore di un’intera saga su una famiglia numerosa e piuttosto eccentrica, che tira avanti in un quartiere molto popolare di Parigi, in una ferramenta riadattata ad appartamento, e condotta dal fratellone maggiore Benjamin, che di professione fa il capro espiatorio.

  3. Tanuccio

    Tranquilla… La consolo io Angelina!

    P.s. per il pagamento non preoccuparti, non riceverai manco mezzo euro… Ti sei voluta aprire il blog? Hai voluto dare lezioni d’italiano? Hai voluto fare l’intellettuale? E manco na lira prendi…

  4. coccoina

    …e grazie per la finestra, il finestrone, Alice Suella, (dal quale mi sono appena affacciato)—Alice che ‘è’ ed incide più di un ‘Cooke’ e macina pellicola più di una Arriflex 35 e che ogni tanto sembra, quando gioca la sua ironia maestra, un ormai antico dimenticato ciclista che immerge la camera d’aria di una bicicletta senza freni dentro la tinozza e cerca ‘le forature’ Morandini—e non gli mette neanche il ‘toppino’ col mastice: li lascia lì, così, forati dai loro propri chiodi…

  5. Anche a me piace Alice, anche se per un bel po’ l’ho detestata. Però non ho smesso di leggerla.
    Almeno questi giochini internettiani di awards, meme e roba varia servono a divulgare un po’ la conoscenza di siti meritevoli.

  6. O questa poi, maremma ciu’a, che c’entra? L’award a un blogghettino iso iso come il mio. Una roba che mi preoccupa perchè già saranno cavoletti per inserirlo nelle mitiche “widgets” , e che mi consola tanto perchè da te viene.
    Coccoina ed io stiamo meditando di riappiopartelo per intero cosicchè, essendo in due, tu possa raggiungere il mitico TRILOGY il cui spot s’infittisce abitualmente e da anni, sotto Natale.
    E rigrazie Skakkina perchè è vero il detto “Chi si piglia si somiglia”. Fra le tue nominations ho trovato cose veramente belle, da riaprire con calma e gustarsi pian piano.
    Se i frutti del menefreghismo e del disamore familiare che vi accomuna, tu e Coccoina, e indelebilmente vi ha segnato in ogni respiro, in ogni scelta che traspare da quel che esprimete ci sarebbe da augurarsi matrigne perfide e Barbablù che assetino d’amore che l’unica via per non seccarsi sia quella di trovarlo in sè, metterlo tutto in ciò che si fa e versarne un po’, schivamente, dove si intravede la stessa sete che si è patita.
    Col cuore

  7. O questa poi, maremma ciu’a, che c’entra? L’award a un blogghettino iso iso come il mio. Una roba che mi preoccupa perchè già saranno cavoletti per inserirlo nelle mitiche “widgets” , e che mi consola tanto perchè da te viene.
    Coccoina ed io stiamo meditando di riappiopartelo per intero cosicchè, essendo in due, tu possa raggiungere il mitico TRILOGY il cui spot s’infittisce abitualmente e da anni, sotto Natale.
    E rigrazie Skakkina perchè è vero il detto “Chi si piglia si somiglia”. Fra le tue nominations ho trovato cose veramente belle, da riaprire con calma e gustarsi pian piano.
    Se i frutti del menefreghismo e del disamore familiare che vi accomuna, tu e Coccoina, e indelebilmente vi ha segnato in ogni respiro, in ogni scelta che traspare da quel che esprimete fossero questi ci sarebbe da augurarsi matrigne perfide e Barbablù che assetino d’amore e che l’unica via per non seccarsi sia quella di trovarlo in sè, metterlo tutto in ciò che si fa e versarne un po’, schivamente, dove si intravede la stessa sete che si è patita.
    Col cuore
    P.S. E che cavolo l’altro è partito, da sè.
    Comunque volevo anche aggiungere a sollievo delle disavventre familiari le cocomeraie, le nonne in genere e gli amici qualità “in una vita le dita di una mano avanzano a contarli”

  8. Innanzitutto grazie e grazie anche per questa targhetta da antipatica ma interessante. E’ una vita che cerco di risultare cinica e cattiva e forse un po’ ci riesco. E lo faccio, lo sai, per evitare le fastidiosi leccate, sviolinate, del “hai ragione” tanto per dire.
    Grazie, davvero. e un premio dato da una blogger che stimo, è un premio davvero sentito.
    Mo’ vado a vedere un film e mi impegno a distruggere – ancora! – il morando morandini… (forse è colpa del nome? Poca fantasia durante il comcepimento, pochissimo acume durante la vita? Chissà…)

    Ah, per le mie dote da scrittrice: ultimamente becco un sacco di insulti per ciò che scrivo e come lo scrivo e avevo bisogno di qualcuno che mi tirasse su il morale.

  9. Twiga, il riferimento familiare mi è scappato nel “discorso di ringraziamento” 😉 , di solito non parlo del mio privato, ma la verità è che io in effetti mi sono riconciliata con questo lato sfortunato dela mia vita, arrivando addirittura a vederlo come una cosa necessaria e fruttuosa. Io oggi sono davvero felice sia di quello che ho, sia soprattutto di quello che sono, e mi ritengo fortunata. Questo pensiero mi ha colpito proprio giorni fa inaspettatamente: dopo anni di crisi, ho riconciliato cose buone e cattive nel risultato, nel presente. Ho sublimato tutto. E in famiglia un fratello e una cugina e tanti bei ricordi di chi non c’è più sono sufficienti per sentirsi a posto; addirittura sono contenta che siano successi episodi al tempo per me molto pesanti che mi hanno dato modo di vedere chi erano gli altri familiari, e lasciarli nella loro grettezza, nel loro piccolo mondo. Ho un compagno meraviglioso, e anche la sua famiglia (sebbene non sia la stessa cosa che averne uan propria). E in generale sono stata più che fortunata nel campo delle amicizie: a 31 anni, me ne porto appresso un paio davvero profonde e di vecchia data. E’ la grande famiglia costituita dal novero delle persone speciali che si sceglie di avere accanto. La vita da una parte mi ha tolto, ma dall’altra è stata generosa, e sono ancora sorpresa di riconoscerlo con tanta naturalezza, ora.

    Alice cara, ma tu sei la stronza più simpatica e brillante del web! 😀 Per questo non riuscivo a staccare gli occhi dalle tue pagine anche quando sbuffavo e pensavo “ma perché questa non si dà una calmata?”. Poi arrivavano i post più introspettivi, alcuni davvero toccanti, e lì capivo che certi atteggiamenti erano un mezzo bluff, o che comunque c’era molto, molto di più. E l’amore, il trasporto con cui aprli di cinema. Ho riconosciuto alcune mie paure nelle tue, sono entrata un po’ nel tuo mondo di celluloide. Comunque non son qui per psicanalizzarti, né per darti consigli: a me piaci anche quando sbraiti contro i fumatori, sebbene io lo sia. Hai un forte senso dell’arte, del poetico, e il dono di saper trasmettere emozioni. Non farti smontare da nessuno, tantomeno da chi evidentemente soffre di non poter volare così alto lui stesso. Per quello che vale faccio il tifo per te.

  10. p.s.
    MORANDO Morandini????????? Me misera, mica lo sapevo il nome di battesimo… Sono andata a controlla perché non potevo crederci…

  11. Eh già, Morando Morandini come Galileo Galilei.
    Son cose….

    p.s. grazie per le belle parole, sul serio.

  12. Ska ti devo delle scuse… non è che volessi sciorinare al vento i cavolacci tuoi, ma mannaggia a me, ho una memoria elefantina per i casi che affliggono o fanno gioire le persone a cui tengo con la testa e il cuore. Mi son ricordata di un tuo vecchio commento, tenerissimo peraltro, e son partita come un diretto.
    Non volermene per favore.
    La contentezza di saperti una persona “riconciliata” con gli strappi che la vita in qualche modo sempre s’inventa di proporci, forse per vdere quanto siamo bravi a ricucire, è una cosa che allevia le mie scontentezze attuali e mi incoraggia.
    Una mia amica ammalata come erika75 di S.M., diceva sempre ” La vita è una gran bella puttana ed io me la voglio fottere, tutta, finchè potrò”.
    Non volermene Ska se ogni tanto dimentico la privacy sull’onda dell’emozione di nonne e cocomeri che di questa stagione sono una manna.

  13. Ma va! Non intendevo mica quello! 😀 Figurati, mi sono espressa male io! Volevo dire che di solito tengo per me il rpivato ma non perché sia un segreto, solo perché penso che i cavoli miei annoino il prossimo. Ma quando scappa scappa, o sull’onda della commozione come l’altra volta, o nell’entusiasmo di un discorso di ringraziamento, in cui la famiglia si cita sempre e io l’ho citata a modo mio.
    Scuse rifiutate perché il fatto non sussiste 😀

    Sono passata oggi a fare un giro da Erika: non ho parole, ammiro la sua forza.

  14. Grazie!!!

    Per lo sfascione, basta che facciamo un week-end assieme…

    🙂

    Maobao

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