Excusatio

Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa!”

Ho creato un mostro!

E’ successo quello che temevo: alcuni visitatori mi hanno detto di sentirsi “inadeguati” sui questo blog, che è sì pretenzioso! Mi cospargo il capo di cenere e faccio ammenda: non volevo succedesse, anzi!

Già dalla scelta del banner in alto, volevo fosse chiaro che qui non voglio fare la maestrina, tutt’altro: se ci fate caso, ho incentrato i temi portanti del blog sulla “devianza” piuttosto che sulla “norma”, proprio perché volevo far sentire le lingue come qualcosa di vivo, sfuggente ai paletti della grammatica.

 Anche quando faccio un post che pare complicato, con radici antiche, sanscrite, antico alto-tedesche, non lo faccio per spaventarvi, ma per mostrare la mobilità delle lingue, i viaggi delle parole e dei loro significati.

Perché inadeguati? E’ normale che non sappiate nulla di sanscrito (e manco io lo so, purtroppo, solo che so “lavorare” il materiale che trovo), di sviluppi fonetici, e simili! Per questo ve le racconto, credendo farvi cosa gradita.

Ma questi post “tecnici” sono per andare avanti, aspettando vostre curiosità più… quotidiane. Glottorellando è nato da una discussione sul blog di Lavinia a proposito della liceità di un “a me mi”. Mi sono state poste molte domande del tipo “come si dice”, o “come si scrive”, e sono stati elencati gli errori più comuni e fastidiosi, che io ho cercato di spiegare piuttosto che stigmatizzare. Dopo aver abusato dello spazio di Lavinia, ho deciso di riservarmi uno spazio mio, ma l’ “ufficialità” del luogo deputato, forse, vi ha inibito. E’ mancato quel botta e risposta, animato dalla sincera curiosità, ed è stato sostituito da un salire in cattedra da una parte, e da un’ammirazione mal riposta dall’altra.

Forse dovrei riprendere da lì, per dare un’ultima possibilità di sopravvivenza a questo luogo. I miei sproloqui personali potranno continuare a margine, ma il blog dovrà sopravvivere con materiale più “terra-terra”, più vicino alla nostra personale esperienza linguistica quotidiana. Sennò lo decapito subito e lo lascio morire dissanguato. La rete è fin troppo piena di blog autoreferenziali e onanistici. Ci manca solo che vi si aggiunga questo!

Mi è scappato un blog saccente: che stronza che sono!

(foto tratta da: http://blog.libero.it/miluria/)

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21 commenti

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21 risposte a “Excusatio

  1. Leggerti è un piacere.

  2. coccoina

    Chi è stato?
    Come osa uno ‘schermatore video’ qualsiasi far triste e mesta la dolce ska?
    Per prima cosa ti manderò, non so come (col pensiero l’ho già fatto) una tigre dentuta, magari una di quelle coi denti a sciabola, a sostituire il cucciolo – che mi intenerisce e fa piangere.

  3. AHah! 😀 Ma no, Coccoina, hanno ragione loro! E poi non erano accuse, ma candide ammissioni, che mi hanno confermato ciò che già sospettavo.
    Questo blog non ha ancora raggiunto la natura che volevo attribuirgli, ed è solo colpa mia.
    Il cagnetto non è triste, ma un po’ mortificato.
    Se vuoi inviarmi qualcosa, ti scrivo così hai la mia e-mail. Non la pubblico non per privacy o roba del genere, ma solo perchè quando l’ho fatto ho ricevuto tonnellate di spam. Però io, in quanto amministratore del sito, la tua mail ce l’ho! 🙂 E dunque so anche come si chiami il Coccoina anagrafico…
    Ma non utilizzerei mai la tua mail senza il tuo permesso, quindi fammi sapere, cavaliere e gentiluomo, Messer Coccoima appiccicasogni! 🙂

  4. Tra questi stupidi “schermatori video” ci sono io coccoina…
    Chiedo venia.
    Per comprendere meglio, se vuoi, leggi qui:
    http://solleviamoci.wordpress.com/2008/05/07/caro-alemanno-venga-da-noi-prima-di-parlar-male-del-gay-pride/#comment-6368

    Un saluto.

  5. coccoina

    Mi sento felice come un Martire Cristiano in Bocca al Leone Che Lo Succhia, ma sono ammaestrato contento – Domina Twiga.
    Ed allora, che anche Ska sia Domina!

    PS: pensavo fosse anonimo: peggio della Questura o della CIA – a scelta!

  6. coccoina

    “Che ska mi permetta”- che ora usa dire così.
    Adopero un po’ del tuo spazio per dir qualcosa ad edgar, ché ho ‘nasato’ dentro il link da lui suggerito e lasciato un messaggio – commettendo, come poi mi sono accorto, una gran castronata.
    Allora, edgar.
    Ho visto e non commento e non voglio metter becco, per non essere da più, dentro un blog così tanto affollato di gente che sembra in fila, appiccicata su un viottolo stretto; e un po’ privée.
    Ho anche letto quello che le mie ‘immagini emozionali’ ti trasmettono, e ne sono costernato e dispiaciuto: pazienza!
    Appiccico di seguito quello che per sbaglio scrissi sull’altro blog. Eccolo:

    Permesso?
    Grazie dell’invito!
    Letto: moltitudine giovane, crucciato di fare spavento ma passa, grazie a ska che mi sventola l’anima e me la annaffia che non appassisca e, se volete, mi rifarò vivo – tanto per arrovellarvi il cervello.
    E, edgar: con costanza!
    E non è una minaccia – non mi permetterei mai!

    Fatto!
    Grazie, skacongliocchialigiusti!

  7. matteo

    Forza Edgar, ecco una frase estrapolata dal sito “Coccoina”:
    “Di facile uso, Coccoina in pasta è ideale per la creatività dei più piccoli, essendo assolutamente non nociva” 🙂

  8. … non ci capisco più niente.
    Coccoina, Mat, tornerò a rileggervi, ora devo scappare. Ma devo chiarire.

  9. matteo

    Che vuoi chiarire, calmati Edgar, il mio commento voleva solo strappare un sorriso.

  10. E ci credo bene Matteo. Fintanto le circonvoluzioni cerebrali resistono ed i neuroni si spengono poco alla volta ma in maniera non devastante nè offensiva dell’altrui diritto ad essere quel che ritiene meglio va tutto bene credo. 🙂

  11. Estrapolato dal dizionario swahili twiga è solo un animale col collo lungo che mangia foglie di acacia. Nonostante la sua improbabilità estetica e dinamica è uno degli animali più eleganti, visto in libertà, che mi sia stato concesso di vedere.
    Quanto alla “innocuità” di Coccoina avrei da che dire ma si spiegherà benissimo da sè. Il fatto di essere non nocivo certamente a suo vantaggio, per i più piccoli altamente suo onore. Chi lo intende solo così credo abbia molta vita e strada da percorrere. Un ringraziamento sincero a tutti

  12. e non azzardarti a definirti sronza che a quello caso mai ci pensiamo noi

  13. matteo

    twiga5, ti confesso la mia debolezza per i tipi come coccoina, ska, edgar e tanti altri che s’incontrano su questi “muretti” virtuali. Nonostante il mio apparente pessimismo, mi considero come Candido e diffido di chiunque mi parli di come vivere “nel migliore dei mondi possibili”. Come Candido o Cincinnato, preferisco coltivare il mio orto e confrontarmi con altri giardinieri (del tipo di Chance) 🙂

    Per dirla alla Coccoina: Son cose da fare cantando” e ,caso mai , anche brindando con un buon vino rosso.

  14. Veramente, Coccoina, oggi usa dire “mi consenta”, ma io ti consento a priori!
    Credo che Edgar voglia chiarire con Coccoina – se lo conosco bene – perché ha l’impresisone di essere stato scortese. Ma non credo che Coccoina la veda così: è solo dispiaciuto di non venire compreso, che mi pare gli capiti spesso. E’ successo così anche da MaoBao, Lavinia, e altri blog su cui si è affacciato la prima volta… poi diventa però una droga (mai sniffato Coccoina in vita mia, eh?!), e non lo si può che apprezzare.
    Io adoro la sua maniera di esprimersi. Anzi, come ogni tanto sono solita fare, faccio un po’ di pubblicità: sul blog di Twiga, che vi invito a visitare “perché Twiga”, trovate anche alcuni post di Coccoina, pubblicati più o meno con la sua autorizzazione 😀 Sono reperibili sotto l’etichetta “il blog di Coccoina”.
    Coccoina è stato bloggato di forza perché… ne vale la pena! Certo, non è come leggere Metro… e per fortuna! Prendetevi una decina di minuti, un po’ di pazienza per decifrare le immagini, e lasciate stuzzicare quella parte più fantasiosa ed irrazionale del vostro cervello.

    Twiga, di che vuoi ringraziare? 🙂

  15. Sì, temo di essere stato scortese con Coccoina e ciò mi infastidisce, mi turba.

    Non era mia intenzione, anzi, con quelle parole in Solleviamoci, volevo sottolineare la coerenza (quando scrivevo: “ed è costante”).
    E le tue “immagini emozionali” sono così “alte” che io a stento riesco a comprenderle (questo è il mio modo di fare i complimenti e non di ledere) e devo rillegerle con attenzione.
    Poi si mette sempre la mancanza di tempo e leggo e scrivo di fretta, cosa a me assai sgradita, ma per ora non posso fare altrimenti.

    Un caro saluto sig. Coccoina.

    P.S.: Ska, ammazza quando mi conosci? E che è! 😉

  16. coccoina

    “C’era una volta …
    -Un Re – diranno i più piccoli dei più piccoli dei miei più piccoli, piccoli lettori.
    No, ragazzi, avete sbagliato: c’era una volta una collétta.
    Non era una collétta di lusso, ma una semplice collétta da Ufficio dell’Anagrafe, di quelle col pennellino nel mezzo e che anche i bambini più piccoli sanno adoprare per benino per incollarsi i francobolli sugli occhi e dentro in fondo agli orecchi, accosto al timpano – tanto per far qualcosa.
    Non è pericolosa, non morde – a meno che qualche Grillo Parlante di turno la confonda per qualcosa da spalmare in rete.
    Ma non mi sembra il caso; e la collétta si domanda cosa e perché la vogliano ficcare, col trucco che non va bene e di ‘mordicchia’, in un cassetto che gli pare a loro, in una delle loro alte scrivanie, che per scrivere qualcosa di sensato su un foglio, ci vuole come minimo la scala dei Pompieri e la carta assorbente per asciugarsi il sudore dalla fronte spremuta.
    -Meno male che hanno finito le fascine e i roghi!
    -Ora io, sinceramente, così in alto non ci sono mai stata – dice timida la collétta – non vorrei, com’è già successo, andare alto per poi cascare in terra col botto, dove poi rufolano sempre quei due birbanti del Gatto e la Volpe.
    -Mi accontentavo di star con Mangiafoco, che mi faceva tener su appiccicati al muro i suoi manifesti pieni di ciuchini calvi e marionette, che funzionavano, non si sa come, tutte sullo e con lo stesso unico filo che viene da lontano anche se non si vede – chi sa come!
    -Ora chiudo il barattolo, ché mi sto seccando – con l’aria leggerina che tira; poi ci ho da pensar bene se domani mi do all’incollo del Libero Arbitrio o all’appiccicaticcio della Libertà; o attacco al muro un po’ di Istruzioni per l’Uso, tipo ‘Come Respirare Senz’Aria’, oppure riaggancio riassiemato a pennello un sorriso che ho visto e che mi sembrava che qualcuno lo volesse strappare a qualcun’altro: lavoro in ‘nero’ e da sola, non in gruppo – eppure, in fondo al vasetto, sono rossa che sembra sangue vivo.
    -E non ci ho calli ne zibidei da pestare: me l’hanno già sfatti sfarinati di calcagno e martello da quel dì…
    -Mi dispiace, miei piccoli, piccoli, piccoli lettori.
    E la collétta tornò dalla sua Fata dai Capelli Turchini.
    E s’incollo su se stessa, felice.
    E tranquilla.

    PS: leggo appena adesso lo scritto di edgar che mi perdonerà di imitare lo scorpione di matteo e appiccicare, obbedendo al mio istinto di collétta, questa cosa che avevo già scritta – spero si faccia due risate e lo saluto caramente anch’io.
    Diabolico angelo di una ska!

  17. matteo

    Vuoi forse dire : “Diabolica Fatina di una Ska, dai capelli turchini 🙂

  18. E che devo dire io che mi è scappato un blog maleducato, illetterato e stronzo?
    Lo perdono e me lo tengo…

  19. E già, i blog non si scelgono: si mettono al mondo e poi seguono la propria natura….

  20. Ho riletto il tutto. A me (mi)… Ska lo so che è ammesso anche dalla crusca ma non mi viene, Spetta che respiro forte…
    A ME MI sa che si sta facendo “Much ado about nothing”, che ci si studia, si prendon le misure, i calibri. Ciascuno impermeabile per difesa e vulnerabile di cuore ed animo. Affettivi siamo e questa è già una fregatura. La vita, tanto presente, perchè qui stiamo, e tanto fragile che basta poco ad avvelenarla. Non lasciamo che uno dei pochi mezzi liberi di espressione si trasformi in acrimonie , o giudizi avventati. Come si fa, mi domando, ad attaccare persone sulla base di quelle due righe che lasciano su un blog? Come possono due righe raccontare una storia di una vita od un momento particolare? Il blog richiede attenzione, saper ascoltare, scrivere al momento giusto. E non è facile… è un proiettile che entra su carne, animo, sofferenze, sconosciute. Ci vuole attenzione, amici, attenzione e cura, perchè nessuno si debba presentare come cagnetto mortificato, perchè la sua mortificazione è in relatà solo quella di chi l’ha provocata. Vi auguro il miglior fine settimana che possiate desiderare.

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