sparagnare

Mia nonna diceva: “ho sparammiato”, “sparammio”. L’ho sempre trovato curioso.

Una rapida ricerca mostra che una variante “sparagnare” di “risparmiare” è presente in molti dialetti, da nord a sud… perché non è una  forma locale, ma un fossile!

Il dizionario etimologico cita un etimo antico alto-tedesco SPARONEN (ingl. to spare, ted. sparen), che attraverso la variante *SPARANJAN è entrata a fare parte del nostro sistema linguistico, dando luogo a sparagnare esattamente come RANEUM > RANJUM > ragno [NJU > gno]. In romanesco: *SPARANJAN > *SPARANNJAN > *SPARAMMIARE , eventualmente con la variante sparambiare.

La variante dialettale (o meglio: quella che semplicemente ha avuto meno successo della sua concorrente) è ben nota anche nelle lingue romanze: francese antico sparaigner, franc. mod. épargner, ladino spargnar.

Con il verbo standard è invece probabilmente accaduto questo: *SPAR(A)NJAN > *SPARNJAN [con caduta della vocale atona, molto frequente in quella posizione] > risparmiare, con prefisso rafforzativo.

Non si tratta quindi del troncamento del prefisso ri-: sono due trafile parallele.

Non è che mia nonna togliesse semplicemente il prefisso iniziale e storpiasse un po’ il resto. No, mia nonna, come nel caso delle “mela”, era depositaria di uno strato più antico della lingua, come mostra l’assenza del prefisso. Non avrebbe sentito il prefisso come superfluo al punto di troncarlo.

Discorso diverso per Henning.

Henning, il mio amico tedesco ed ex coinquilino, alle prese con il primo approccio all’italiano, quando è venuto ad abitare da me. Una volta, a pochi minuti dalla chiusura del supermercato, continuavo a crogiolarmi nella mia pigrizia rifiutandomi di uscire per fare la spesa.

S.: Lasciamo perdere. Non riusciremo mai ad arrivare in tempo!

H.: Ma se vogliamo riuscire, dobbiamo prima uscire!

Annunci

11 commenti

Archiviato in dialetto, etimologia, lingua viva

11 risposte a “sparagnare

  1. Il vocabolario del bagitto mi dà per “risparmio” RISPIALMO, RISPIALMA’, RISPRIARMIO.
    Sparagnino in vernacolo è quello che c’ha le tagliole nelle tasche.
    Ma si sà, il popolo livornese è quello che è…geni di galeotti che qui avevano il “caput liberi” (da qui il nome di Capoliveri nell’isola d’Elba), donne di dubbia reputazione, genti e razze di tutti i colori e confessioni.
    Il 2 settembre del 1893, si recitava al Teatro di città l”Orfeo all’Inferno” di Hoffenbach. Pare che gli spettatori siano andati in delirio per il can-can del secondo atto col quale culmina il baccanale di dee che salutano il ritorno in Inferno di Euridice.
    Così commentra Cangillo (D.T.Tozzetti), poeta vernacolare

    OR CHE VENE IL MALIDETTO INVERNO,
    E COL FREDDO UN SI POLE PASSEGGIARE,
    BISOGNEREBBE CHE VINCESSI UN TERNO
    PER ANDARE AR TEATRO, PER ANDARE…

    IERI SERA ME N’ANDAI ALL’ OLFEO ALL’INFELNO,
    MI CI VINSE ‘NA VOGLIA DI ‘HIAVARE
    CHE SE UN MI RACCOMANDO AL PADRE ETERNO,
    ME VO’ A RIFINI’ IN LUPANARE!

    UN SESSANTINO E’ RIGIRATO BENE!
    EPPO’ VEDESSI, D.. FIGLIO D’UN CANE!
    QUANTA POTTA ‘HE C’E, ‘HE BELLE SCENE!

    CERTI MOMENTI, CREDIMI NARCISO,
    TI S’EMPE ER PARCO SCENIO DI PUTTANE,
    CHE PAR D’ESSE D.. ‘ANE IN PARADISO.

  2. Anche mia nonna dice: “sparagnare” ed è del Sud.

    Comunque, questo post mi piace tantissimo, quasi quasi lo stampo.

    Bellissimo in questi passi:
    “Non è che mia nonna togliesse semplicemente il prefisso iniziale e storpiasse un po’ il resto. No, mia nonna, come nel caso delle “mela”, era depositaria di uno strato più antico della lingua, come mostra l’assenza del prefisso. Non avrebbe sentito il prefisso come superfluo al punto di troncarlo.”

    e:

    S.: Lasciamo perdere. Non riusciremo mai ad arrivare in tempo!
    H.: Ma se vogliamo RIUSCIRE, dobbiamo prima USCIRE!

    Perché non fai la prof Ska?

  3. Ahi ska! Spiega vai perchè non fai la prof. 🙂

  4. Credo che Edgar già lo sappia… ad ogni modo, tagliando corto, perché me l’hanno reso impossibile, e non voglio sottopormi ad un ricatto. Insegnerò comunque – spero – ma agli stranieri, l’italiano.
    Fra meno di un mese frequenterò un corso di formazione per insegnanti di italiano per starnieri, e speriamo poi di lavorare…Sono contenta che ti piaccia il post.

    Credo che sparagnino sia più diffuso nei dialetti settentrionali, mentre sparagnare è italiano antico. Pare che De Mauro lo ritenga un regionalismo settentrionale, sbagliando, a mio avviso.

    Twiga, davvero pittoresco il sonetto! Io, da linguista, non dovrei avere preferenze ed apprezzare tutti i dialetti. E lo faccio, ma ho comunque una predilezione per il toscano. Anche perché il dialetto è animato da uno spirito irriverente che mi manda in visibilio. 🙂

  5. Mi piace la “tagliola nelle tasche”… cioè: mi piace l’espressione.
    Altri bei modi di dire: portafogli a chiocciola. braccine corte.

    Stavo riflettendo sul fatto che è significativo che i nostri verbi per “risparmiare” vengano dal tedesco. Si dice che i tedeschi siano “sparagnini”, e io mio malgrado ho potuto accertarne la veridicità.

  6. matteo

    sparagno= risparmio, economia, profitto etimologicamente deverbale di sparagnà (=risparmiare, consumare con parsimonia) che è forgiato su un antico italico * sparmiare che con l’anaptissi della a diede *sparamiare e con la variazione di mi>gn come in scigna<simia, sparagnare/sparagnà.

    tratto da http://www.andriaroberto.com/la_pagina_di_lello_7.htm

  7. Oh, bene! Finalmente qualcuno che ha il coraggio di contraddirmi! La mia ira ricadrà feroce su di te e su Lello, Mat! 😉

    Scherzi a parte, l’interpretazione data da quella pagina non mi convince per una serie di ragioni:
    1. Si rimanda ad un antico italico, ma non si dice da dove venga questo lemma. Non è che una parola nasce dal nulla. L’etimo originale è senz’altro l’antico alto tedesco SPARONEN, a sua volta dal francone SPARON, come confermano le mie fonti (3 su 3, e piuttosto autorevoli: il dizionario etimologico qui linkato, il dizionario etimologico cartaceo DELI di Cortelazzo-Zolli, il dizionario etimologico delle lingue romanze Meyer-Luebke, grande romanista).
    2. L’anaptissi della a è meno frequente della sua caduta, in quella posizione, per ragioni fonetiche. Di solito la vocale anaptittica è per lo più una i, e viene inserita, popolarmente, per impedire un nesso consonantico poco frequente nel sistema linguistico e sentito come estraneo. Ad esempio l’anaptissi di i in fantasma che diviene fantasima (ti rimando al post in questione), mentre il gruppo -rm- è piuttosto frequente.
    3. … perché io ho SEMPRE ragione! 😉

    Il dizionario Meyer-Luebke fornisce anche un’interessante intepretazione del passaggio di *SPARONEN in *SPARANJAN, cioè il collegamento tematico “per antitesi” stabilito a livello popolare con WAIDANJAN (guadagnare).

    L’interpretazione di Lello (o Roberto Andria?) ha in più il torto di operare un parallelismo con un mutamento fonetico tutto napoletano quale scimmia > scigna, mentre la forma sparagnare è diffusa a livello panitalico, il che non depone certo a favore di un’interpretazione regionalistica.

    Questo sempre a mio modesto avviso! 🙂 Grazie del contraddittorio, va molto di moda di questi tempi! 😉 Senza contraddittorio non si può parlare…

  8. Margherita Testa

    oh, che diletto mi dà questo ragionamento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...