Differenti come gli altri

Poco fa un servizio al TG1 su un campo nomadi di Vicenza, a seguito di una sparatoria tra un auto della polizia e un auto di ROM in corsa. La madre di uno dei ROM coinvolti, con perfetta cadenza vicentina, dice al giornalista:

“Se ci date la possibilità, anche noi vogliamo essere differenti come gli altri!”

Mi ricorda una frase che ho letto su un muro, una volta, in Argentina:

No se trata de tener derecho de ser iguales, sino de tener todos igual derecho de ser diferentes

(Non è questione di aver diritto ad essere uguali, bensì di avere tutti lo stesso diritto ad essere differenti)

Era virgolettato e firmato Shimon Peres, anche se non ho trovato conferme in rete.

La vera rivoluzione è quella di essere tutti differenti, non tutti uguali.

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25 commenti

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25 risposte a “Differenti come gli altri

  1. Quando spari con questi fucili, caricati di lucidità e consapevolezza della nostra condizione umana mi sei sempre più cara

  2. Ieri nella puntata de l’Infedele con Gad Lerner, hanno fatto un servizio che parlava proprio di questo concetto.
    Dove però, si “affibiava” la paternità di ciò che hai scritto ai primi neoconservatori dell’era moderna, mentre si metteva in cattiva luce il fatto che la sinistra (illuminista) tenda invece ad omologare le masse.
    Non credo sia stato un servizio sincero, veritiero. No, credo sia stato fazioso.
    Ciao.

  3. coccoina

    Ora che mi è stato regalato da WP un Quadrato Castello Verde (preferisco il blu), non so se restarci prudentemente ‘prigioniero volontario ma non troppo’ dentro o fuggir fuori libero e ‘guardarlo di Leica tele’, magari con sulle Sue Mura scarabocchiata la frase da te letta e spennellata in lingua originale, in un mondo come tu dici di differenti – uguali solo nel fatto di parlare tutti quanti la stessa lingua.
    T’immagini, ska, non avere neanche bisogno di agganciare il pensiero al filo dell’aquilone ‘Rivoluzione’; non sentire neppure l’odore del Suo Cannone e non immaginarlo, perché la ‘Cosa’ sta al momento accadendo spontanea, come un ramo che sente Primavera?
    Ma non c’è ‘Sovversione di Sistema’ senza ‘Lotta di Sangue e di Vita’, senza ‘Rivoluzione’; e ‘Rivoluzione’ qualche volta si veste ‘Prima Donna’ e non si vuol somigliare – ristabilendo tra gli uomini gli stessi tratti distanziali e preferendoli ‘Uguali’ per poterli meglio guidare di ‘Sua Propria Testa’ e facilmente, trasformandosi da ‘Rivoluzione’ in ‘Necessaria Violenza’.
    Mi viene in mente la frase che George Orwell fa scrivere da maiali ormai bipedi sul muro della Sua ‘Fattoria’:
    “Tutti gli animali sono uguali, ma Alcuni sono più uguali degli altri”; chiaramente in questo caso ‘uguali’ sta per aventi lo stesso diritto, come il ‘differenti’ che tu fai dire alla Donna Rom.
    Adoro quello che esprimi e mi scalda il cuore tu esca talvolta con i capelli sciolti dal tuo preciso e colorito labirinto della Analisi per narrarne la forma vista dall’alto e non, come solito, a altezza di muretto – nonostante una volta, che sempre mi si ripete, fui a scrivere che:
    Non ha mai seta – Per le sue ali – Quest’uomo appeso al nulla;
    negandomi la probabilità di ogni possibile metamorfosi.
    Differente, come vedi: ma canto volentieri assieme a te, invitando tutti a farti diventare un coro.
    Questo discorrere sembra fuori dalla realtà di oggi (che è un ‘sempre’ con variante metodica, per me), ma penso che ne definisca in trasparenza la struttura che la sorregge.
    Anche gli Week Ends ‘seri’ sono uno differente dall’altro: buon Week End, ska!

  4. Gran bella frase, con una profonda verità…

  5. matteo

    Che significa “avere il diritto ad essere differenti”. Significa tutto e niente. Le parole sono false ed i furbi le sanno manipolare per reggere il loro gioco.

  6. matteo

    Per essere più chiaro, specifico che il riferimento ad un sacrosanto principio democratico e liberale non può trarre spunto dalla frase della donna rom, che la pronuncia dopo uno scontro a fuoco con la polizia che coinvolge uno dei suoi figli.
    In tal modo anche il nobile contenuto dell’aforisma sul murales si svilisce di significati.

  7. Tu contestualizzi troppo, Mat. Io nella frase della donna ROM ci sento un respiro universale. E’ quello che m’ha colpito. L’ho messa qui perché ci stava bene, dal momento che lo sbigottimento nasce da un fatto linguistico: lo stridore di quel “differenti come”.
    Pensa, nemmeno la volevo mettere la firma di Peres poiché non trovavo conferme, e tutto sommato mi importava il significato astratto, ma poi mi sembrava di tacere qualcosa e l’ho messa.
    Si poteva leggere in molti modi, e tu ti sei sentito toccato dal tuo pregiudizio contro la donna, mentre Edgar è andato sul politico, e Coccoina vi ha visto una critica contro i regimi totalitaristici.
    Io ritengo che sarebbe un enorme passo avanti nella pacifica convivenza, e anche nella legalità, riconoscere ad ognuno il diritto di essere differente ma uguale, nei diritti e nei doveri. Pretendere che anche i nomadi paghino le tasse, specie se stanziali, che paghino il biglietto, che mandino i propri figli a scuola, senza ad esempio pretendere che si omologhino al nostro stile di vita. Far sì che la giustizia faccia il suo corso e che anche il figlio della signora paghi il suo debito, ma senza i sensazionalismi giornalistici pronti a fare un bel pacchetto, distruggendo in un giorno quanto fatto con tempo e sacrifici da chi si occupa di favorire l’integrazione. E’ un cammino lungo e difficile, non conviene, non va di moda, ancor meno oggi che si tende alla semplificazione, al punto che se ne fa persino un Ministero affidato al semplificatore per eccellenza (quello che chiamò i gay “culattoni” e che si mise una maglietta contro Maometto scatenando una crisi diplomatica). Ma io, per quello che conta, sono convinta che è un cammino giusto. E lo ripeto pure a me stessa, ché i pregiudizi sui rom ce li ho anch’io, causa piccole esperienze personali che credo abbiamo patito tutti.
    Quando incontri un tuo concittadino, non pensi automaticamente che sia un mafioso, o un assassino naziskin. Eppure oggi uno è al governo, e i 5 nazi occupano le cronache. Se vedi uno zingaro, pensi subito a uno stupratore, nel migliore dei casi a un ladro.
    Anche Frankenstein cominciò a comportarsi da mostro, a forza di essere considerato tale.
    Dagli scambi tra popoli, se affrontati con serenità e intelligenza, non può che venire del bene.
    Non credo che la frase della donna ROM svilisca quello della seconda frase, per niente.
    E le parole non sono false: le parole sono strumenti. A te usarle, anche per difenderti da quelle false, cattive e pericolose. Semmai le parole sono irrazionali: in questo contesto “uguale” e “differente” sfumano l’una nell’altra senza soluzione di continuità. E anche il “più uguali degli altri” de “la Fattoria degli Animali”, è un assurdo che però è mille volte più espressivo di questo mio inutile ed interminabile sproloquio.

    Edgar, il servizio di cui parli non l’ho visto, può essere sia stato scorretto. Però le riflessioni su questo tema tendono a portarmi in quella direzione. Ovvero: se “essere comunisti” (qualunque cosa voglia dire ancora) vuol dire appiattirsi in una presunta uguaglianza, forse non sono comunista. Non per niente ho letto da qualche parte – e credo sia una grande verità – che il motto “libertà, fraternità, uguaglianza” sia una presa per il culo, perché dove c’è uguaglianza non c’è libertà e viceversa. E’ molto più rivoluzionario dare a tutti le stesse possibilità, nella propria diversità. Sembra tanto scontato, ma è evidente che non è così. E la citazione di Coccoina mostra a pennello perché (se hai letto Orwell).
    Il tema ha un milione di implicazioni, e io ho già straparlato troppo.

    p.s. Coccoina, ma perché non metti il vasetto di colla come avatar? WP si è fissato che ognuno deve avere la sua immaginetta, mah…

  8. “Dagli scambi tra popoli, se affrontati con serenità e intelligenza, non può che venire del bene.”
    Questa si chiama Speranza. E’ la strada più saggia da percorrere.

  9. matteo

    Una rana e uno scorpione si incontrarono davanti a un fiume. Entrambi volevano passare dall´altra parte, e se la rana non aveva difficoltà, lo scorpione era preoccupato, perché non sapeva nuotare.
    “Per piacere, mia cara rana, mi porteresti dall´altra parte del ruscello?” chiese lo scorpione, con la voce più dolce che gli riuscì di fare.
    “Fossi matta!” gli rispose la rana “Non provare nemmeno ad avvicinarti, non ho nessuna voglia di farmi pungere da te”.
    “Ma ragiona, ranocchietta: se tu mi aiuti a passare il fiume prendendomi sulla groppa, io mai e poi mai ti pungerei: se lo facessi, annegherei, perché non so nuotare”.
    La rana rifletté, e decise di aiutare lo scorpione, un po´ perché aveva paura che altrimenti la avrebbe punta, un po´ perché era un animale generoso, e dopo tutto lo scorpione non le aveva fatto niente di male.
    E così lo scorpione saltò in groppa alla rana, e tutti e due si buttarono in acqua. Erano già a metà del percorso, proprio in mezzo al fiume, quando la rana sentì un dolore acutissimo sulla schiena. “Ma come?” esclamò “mi hai punta! E ora moriremo tutti e due, io per il veleno, e tu perché annegherai! “Ma perché lo hai fatto?”
    E lo scorpione rispose: “Pungere è la mia natura, e io non posso farci niente”.

  10. naaaaa! Fortissimo! Io ho compreso, non so la padrona di casa.
    Ciao Mat

  11. Ahiahi, Matteo, ma allora è un vizio! Già una volta ho criticato (da Equo) l’uso delle belle fiabe di Esopo e Fedro a scopo dimostrativo delle proprie tesi.
    Purtroppo, fratello mio, non viviamo in una fiaba. Non è facile nel nostro mondo capire chi è il buono e chi è il cattivo.
    E poi ti sei accorto che tu e il nomade siete molto più vicini di quanto lo siano una rana e uno scorpione?
    E ti sei accorto che l’uomo ha una chance in più rispetto agli altri animali – almeno in potenza – che si chiama umanità, capacità di giudizio e ragione?
    Qual è, allora, la natura dell’italiano? Fuori dallo stivale, qualcuno direbbe che è rubare (ma in grande stile, eh?) e dire cazzate, non trovi?
    Ripeto: anch’io non gioisco dei miei incontri ravvicinati coi rom, ma so che DOBBIAMO conviverci. Non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia, chiuderci a chiave dietro i nostri portoncini blindati. Dobbiamo dare una possibilità a questa gente di essere differente, e questo lo possiamo fare solo con l’abolizione del pregiudizio. Perché dove c’è pregiudizio c’è istigazione a perpetuarlo.
    Lo so che è complicato, ma è la realtrà ad essere complicata, e a richiedere soluzioni ragionate. La vita non è una favola di Fedro. Qual è la natura dell’uomo, Mat?

  12. matteo

    Lo so che è complicato, ma è la realtrà ad essere complicata, e a richiedere soluzioni ragionate.

    Ecco Ska, mi basta questa conclusione.

  13. matteo

    La natura dell’uomo è la stessa dello scorpione cara sorellina. So che non sarai d’accordo, ma è così.

  14. Certo che la padrona di casa ha compreso: ed ha compreso anche l’immenso pericolo insito in questa semplificazione.
    Sapete cos’ho fatto il 25 aprile? Sono andata al Museo Nazionale della Liberazione, ex carcere nazi-fascista. che si trova a due passi dal posto in cui ho vissuto per trent’anni. Era stato organizzato uno spettacolo con una voce narrante, effetti sonori, e due attrici che urlavano l’orroreo dell’olocausto, impersonando dievrsi personaggi, diverse situaizoni, e muovendois tra il pubblico da uan stanza all’altra del carcere. E’ stato da pelle d’oca, credetemi.
    Ma il capolavoro, il colpo di genio, era alla fine.
    Salto temporale: le due attrici cominciano ad elencare pregi e difetti di diverse popolazioni: i negri sono ottimi atleti, ottimi boxer, ma non sono come noi; gli ebrei sono ottimi commercianti, ma oramai pare sia tutto loro; gli zingari cantano bene, ma rubano. ecc. andando avanti per una buona mezz’ora. Era molto, molto significativo. Il pericolo sta nelle nostre generalizzazioni, nel vedere nel prossimo non un essere umano, con le sue potenzialità, ma un ebreo, un negro, uno zingaro, un… barese. L’altra sera, ad una rimaptriata con i miei ex colleghi dell’albergo, si diceva che i baresi sono i più rompiballe. Ho detto tutto.

  15. “La natura dell’uomo è la stessa dello scorpione cara sorellina.”

    Allora neanche tu sei la rana. 🙂

  16. matteo

    Ska, per semplificare, immagina che gli “uomini di buona volontà”, come te e tanti altri, siete solo la punta dell’iceberg. Sotto c’è la vera umanità.
    Perchè l’UOMO ha la natura della scorpione?
    La risposta è abbastanza attuale, stiamo uccidendo il nostro mondo e le ferite già procurate sembrano irreversibili. Quante specie si sono istinte negli ultimi 100 anni? Tante Ska.
    La ferocia poi è senza fine. A prescindere dalla strage degli innocenti, dai sacrifici a Molok, dai riti dei Maia, dagli spettacoli nel circhi, dagli ottocenti impalati a Otranto, dalle fosse comuni naziste, dalle fosse comune Bosniache, dalle pulizie etniche in ruanda e somalia, ecc.ecc.. Dicevo a prescindere da tutto questo, basta citare le armi chimiche, battereologiche e nucleari finalizzate alla distruzione di massa.
    Questo è l’uomo, lo scorpione, che stà inaridendo il mondo, desertificando la terra, alterando l’atmosfera, inquinando i mari.
    Si, sorellina, sono uno scorpione anch’io 🙂

  17. matteo

    ci son cascato, parlo troppo.

  18. Mòòòòò (alla barese), allora io non avevo compreso un accidente!
    Credevo ti riferissi a te Mat, cioè che pungi per stimolare il dialogo o comunque, per tua natura, non pensavo fosse più “sociale” la tua storiella.
    Ok, allora non la condivido.

    🙂

    Bye.

  19. coccoina

    Ti tirano un sasso nello stagno, ska; e lo Stagno: neanche uno schizzo!
    Anzi, una corsa armonica ‘a cercare’ di cerchi concentrici, che Matteo cerca di rompere lanciando altri sassi e creando altri cerchi curiosi – un gioco d’infinito, come il mistero duro della vita, del quale ‘sussurriamo’.
    Mi sento tra due fuochi, per di più consanguinei – e punte di gruppi infiniti.
    Matteo mi trova d’accordo per quanto concerne la Natura Prima dell’Uomo, senza né Bene né Male: ché sono un’invenzione, una cava a mattoni per far cattedrali; Natura Prima che non concede e nega qualsiasi metamorfosi di sé, anche folleggiata Super Ego d’ipotetico Messia che cancelli un innocente e inesistente Peccato Originale.
    Ska invece ficca le dita e la Ragione tra Bene e Male, Buono e Cattivo, Uguale e Differente – a partorire o svegliare la Ragione che dorme.
    Che Fortuna questo ‘Differente’ che pone interrogativi che si raccontano tra loro sopra un Palcoscenico che tutti calchiamo, essendo assieme e contemporaneamente Tutti Insieme in Uno – anche in platea.
    Siccome niente è da capire o catalogare e tutto è da godere e udire cantando – vi ringrazio per questa ventata di vita che mi avete soffiata addosso.
    Ska e Matteo: vi ricordate della Nobile Cavalla che va volontaria al Macello, per il Bene della Comunità – sempre ‘figlia’ del caro George Orwell, padre anche di ‘Omaggio alla Catalogna’?
    Ho cercato di non calpestare né aiuole e né Week Ends; quindi: Buon Week End!

  20. Ed è così che hai fatto la conoscenza di Mat, Coccoina. Spiazzante, vero? Mat, mia croce e delizia! Mat che pensa trasversale e senza etichette, e che ha spesso ragione, pur essendo sempre in totale disaccordo con quello che penso.
    Non ricordo l’aneddoto della cavalla: mi rinfreschi la memoria?
    Intanto buon week-end pure a te e a tutti i passanti!

  21. matteo

    Il caro Orwell non risparmia affatto l’uomo, pur concedendogli delle qualità, ma cani e maili restano imbattibili.

  22. Non sono d’accordo, Mat (e ti pareva?). E’ evidente che cani, maiali, e gli animali tutti, non sono che una metafora dell’uomo stesso, e nell’allegoria l’uomo non è che “il potere”. Che una volta raggiunto, rende gli animali tutti simili al loro nemico. Tant’è vero che alla fine i maiali cominciano ad andare su due zampe e a replicare comportamenti umani.
    I maiali sono gli ex proletari al potere, e i cani i loro scagnozzi.
    Oltre che scorpioni, siamo tutti un po’ maiali che aspirano a fare gli UOMINI.

  23. Ah, dimenticavo! A proposito di “consanguinei”: io e Mat non siamo fratelli, almeno non biologicamente. Siamo fratelli virtuali, e come tutti i fratelli veri, ci scorniamo quotidianamente! 🙂

  24. matteo

    intendevo appunto parlare per metafora.

  25. Madonna ska! Ma in quale casotto ti abbiamo coinvolto? Scornatevi quanto volete, tanto sul piano pratico poco cambia. L’uomo è uomo ora e da sempre. Sempre saranno lotte di potere contro cervelli, destinati irrimedialmente a “perdere” salvo esser rivalutati “a posteri” che sai quanto glie frega

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