Un gran… “zegnone”

Sarà l’aria primaverile, le spore portate dal vento che danno nuovi ed inaspettati frutti nei miei vasi, il sole caldo, ma sento nascere in me un rinnovato ottimismo, che mi spinge a trovare il lato positivo di ogni cosa.

Passerà presto, ovviamente.

 Ma nei giorni scorsi ho pensato che la presenza del Cavaliere al timone del nostro paese potrebbe se non altro fornire materiale ed argomenti a questo blog, spesso carente di voglia ed ispirazione.

Sta per nascere una nuova lingua, anzi, una neolingua: il berluschese. In cui non si frigna, ma si zigna.

Il Nostro Presidente e Pater Patriae, avendo i numeri per farlo, conia nuovi vocaboli. E siccome può decidere anche della vita e della morte della nostra vampirica ex compagnia di bandiera, a costo di comprarla con i soldi di un’altra azienda ciucciasoldi, vuole che lo si sappia. Ed è così che, tutto impettito, può minacciare l’Unione Europea, intimandole di “non mettersi a zignare”.

D’altronde sappiamo quanto a Berlusconi piaccia cambiare: non solo le regole del viver politico e civile, ma anche la memoria, perfino quella antica. Fu sempre lui a narrarci la storia di Romolo e Remolo, che certi storici komunisti pretendevano essere Romolo e Remo.

Colto in fallo, il Pater Patriae ha voluto rassicurare tutti sulla personale conoscenza della lingua italiana, e regalare al mondo ed ai dizionari il termine “zignare“, che certi linguisti komunisti pretendano sia un semplice refuso per “frignare”.

Niente affatto, mi consenta!

Zignare è “il lavoro che fanno le zanzare sul sedere degli elefanti con poco risultato, ma ugualmente fastidioso”.

Il Corriere della Sera, affascinato, tormenta il Thesaurus alla ricerca di supporti a questa teoria, e ci informa sull’esistenza di termini arcaici lombardi affini a zignare: zegna (seccatura) e zegnadura (cosa da nulla).

Cosa impariamo da questa vicenda? Che un neologismo – in altri casi detto semplicemente sfondone – non ha lo stesso peso specifico in bocca a chiunque, e che se fossimo noi a fornire incaute ed improbabili spiegazioni alle nostre fregnacce (altrimenti dette zegnacce) verremmo definiti pallonari, o a Roma cazzari.

Come faccio a sopportare tutto questo? Penso al culo pachidermico di Berlusconi tormentato dalle zanzare, con Fini che cerca di scacciarle, e Bossi in completo da domatore di elefanti che li frusta entrambi.

Spero vivamente che il gran Zegnone ci regali altre perle!

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28 commenti

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28 risposte a “Un gran… “zegnone”

  1. coccoina

    Non dubitare.
    E sarà obbligatorio, anche col mal di gola, cantarle in coro a collana mentre, invece che il tram, il popolo farà la fila per il ‘check up’ alla Malpensa, per andare da piazza Fontana a piazza Cinque Giornate, via Alitalia – aerei tarpati d’ala, che lo son già, via raso terra.
    Aspetta aspetta, è arrivato il bon-bon! La puppa ai bimbi.
    Bella cosa trillante, ska: ne valeva la pena!

  2. coccoina

    Scusate, ho ‘zegnato’ anch’io: ‘check in’, naturalmente.

  3. Giusto per zegnare anch’io (e chi se lo perde!), prendo spunto dal commento di coccoina:
    … il popolo farà la fila per il ketch up alla Malpensa…

    Ciao 🙂

  4. Ketch up senz’altro più alla portata di qualsiasi check in. Sono solo disgustata dall’uso-abuso-aduso che si fa dekka nostra lngua nei media. Non dico che ci si debba attenere ai “Promessi sposi” ed a “Cuore” per i bambini. Altre priorità ci spingono verso stilemi meno ortodossi ma più efficaci.
    Non sopporto in ogni caso le velleità verbali, degne solo di un manuale psichiatrico, che purtroppo sono in circolazione e non fra i ragazzi

  5. Hai visto ska? Coccoina ha aperto un blog da me…. in franchaising

  6. coccoina

    Cosa ne dici ska, di un San Zignone?
    Su 365: chi ride, chi guarda in su, chi s’addolora, chi pesta i serpenti, chi ammazza innocenti draghi, chi sembra un puntaspilli; e il ‘Tutti Insieme’ a scampagnata del 1° Novembre, subito prima che ri-corrano I Morti – non ci starebbe male, nel mentre, col dito ritto alla ‘lo so io’, dice la Sua, peggio di Savonarola (questa volta ignifugo); e poi, suggerisco, facciamo presto – ché ci rubano il brevetto.
    Di cosa sia protettore, Esso, l’hai già inventato tu e, con un po’ di sputacchio, lo potrebbe anche essere dei balbuzienti: te lo immagini le Edizioni Paoline? Lo metterebbero insieme a coppia a San Refuso e, come tu dici, a Santa Cazzata.
    Decidiamone il giorno e la stagione adatta; poi ci si potrà anche divertire a resuscitarlo, ficcarlo dentro all’Enciclopedia Britannica, spruzzettarlo a ‘graffito’ sui muri, farlo di plastica e a santino senza punti né virgole – e magari anche ‘cultoreggiarlo’ tipo ‘Padre Pio’: te le immagini le litanie? Peggio di un Esperanto che non viene mai e senza speranza!
    E a ‘Halloween’, farebbe la Sua figura.

    PS: ma il Lanificio Zegna, c’entra qualcosa?

  7. @Coccoina: io salterei subito alla fase finale: quella dell’ostensione della salma. Ci risparieremmo pure: con San Zignone, Zegnone o Zegnacciaro non occorrono costose maschere di silicone, sì plastificato com’è. Con i soldi ricavati dal santuario, ci potremmo mantenere l’Alimalpensa, ché di cazzari in giro ce n’è tanti!Basti contare i suoi elettori.

    @Edgar: “un impegno concreto: più ketchup per tutti!”:)

    @Twiga: ho visto, ho visto… bel colpo, il Coccoina bloggatus! 😀
    Per quanto riguarda le “licenze linguistiche”, sai come la penso, e che non sono certo una purista del linguaggio: la mia formazione non me lo permette (ricordi la mia posizione da Lavinia?). Quello che davvero mi manda in bestia è il dilettantismo elevato a norma, la totale incapacità di ammettere un errore tutto sommato veniale, anche divertente, se vogliamo. Il patetico arrampicarsi sugli specchi quando si viene colti in fallo. E’ tutto tipicamente italiano, e non a caso viene incarnato alla perfezione dal Pater Patriae. In questa sede mi limito intenzionalmente all’aspetto linguistico di questo dilettantismo, ma il discorso, come ho solo accennato di striscio nel post, è molto più ampio.

    Un neologismo è intenzionale, espressivo, sarcastico, ironico. Un neologismo è diverso da uno sfondone.

    Twiga, non lo so perché a WordPress non piaccia la tua deliziosa giraffa né il tuo anno di nascita! 😕 Sinceramente non so che dirti, a volte WP è un mistero anche per me… hai provato a sloggarti (rigorosamente con due g, mi raccomando!) e riloggarti?

  8. coccoina

    Sei proprio ‘inzegnata’ nera, ska: nemmeno quattro ceri giaculati d’intorno!
    Eccolo, il vero neologismo!
    INzEGNARE, che è esattamente il contrario, alla australiana a capo in giù, di inSegnare.
    Olé!
    Un ‘astuto’ cambio di consonante e un super-verbo imparoso come insegnare, zac!, diventa ‘disimparare a tabula rasa’ o delirare – participio: inzegnato, che vuol dire anche incazzato….
    Viva il GiàSiliconatoSupremo, che ne sa un centinaio più del Diavolo, accidentallui!

  9. E pensare che io quella di Remolo e Romolo di “Mi consenta” non la sapevo e quindi avevo preso per buono il gioco di Pavlo. Staselo lo INZEGNO io , lui lì!

  10. *Stasera…. unf. Questa tastiera fa schifo. Coccoina gioisca che presto il suo Frankestein verrà trapiantato di numerosi pezzi. Se poi, bontà sua ci vorrà raccontare la storia del suo amore odio con PC Frankestein siamo in attesa

  11. mah…non mi stupisco più di nulla….
    quanti inutilissimi e stupidi neologismi sono usciti dalla mente dei pubblicitari …
    dagli spot insisititi sulle berlusconiane tv…..
    dai programmi insulsi delle sopracitate tv commerciali?…dai varietà senza nessun senso zulturale?

    Il ” nostro” presidente lo sa che la lingua non è, ma la lingua la creano i media….se tira uno sfondone lo giustifica….

  12. zulturare…ehhhhun altro ” neologismo” non voluto

  13. Ma che bello! Mi hanno ridato la giraffa!

  14. skakkina

    Dici, Twiga? E dov’è? 😕
    Romolo e Remolo mi sono stati riportati alla memoria proprio dal tuo post, pensa un po’! 🙂
    Comunque direi che Pavlo ha qualche scusante in più del Berlusca, e che anche la sede (casa tua) era un po’ meno ufficiale di un vertice NATO. Se non l’hai fatto, guarda il video linkato nel post, con commento finale di Enzo Biagi.

    @Francescaxxx: benvenuta! 🙂 Credo che la pubblicità, in questo caso, vada “assolta”, perché la creazione linguistica è il suo campo privilegiato. Il messaggio deve passare in 30 secondi ed essere ricordato dallo spettatore, quindi il neologismo, spesso volto a suscitare riso, viene captato dall’orecchio, sentito come “nuovo”, “estraneo”, e dopo un paio di volte viene associato al prodotto in questione. E quando te lo ritrovi sullo scaffale al supermercato, senza volerlo ti richiama il tormentone alla mente.
    Ovviamente è diverso il discorso dell’intrattenimento televisivo, decisamente di infimo livello culturale (e dunque anche linguistico), dominato dalla logica del reality show e pertanto del dilettantismo totale, cui si è – ahinoi! – già da tempo adeguata alla grande anche la Rai. Quello è proprio Berlusconismo puro: ci si improvvisa ballerini, cantanti, presentatori, proprio come ci si improvvisa politici. E guarda caso alcune delle puledre della scuderia di Berlusconi sono proprio ex soubrettes.
    E’ chiaro che laddove un tempo bisognava avere una certa formazione, un certo eloquio, una certa dizione per parlare in tv, ora basta essere… se stessi (per modo di dire).
    Ed è così che mentre la tv, nel secolo passato, ha fortemente contribuito all’alfabetizzazione e alla formazione di una lingua standard nazionale, oggi innesca esattamente il processo contrario. A volte mi sorprendo a rimpiangere Pippo Baudo, che sicuramente non incontra il mio gusto, ma almeno è un vero professionista.

  15. L’ho visto il video che mi era sfuggito, l’ho visto.
    Ed ho detto a Pavlo -Avrai magari un futuro in politica, ma a casa mia ti straccio se dici stronzate – Rosso, rosso ha detto – C’ho una gran confusione, me la riracconti la storia di Roma?-

    Ma certo! E via di polmoni…

  16. @ Francesca: Chi non ricorda il “brutto e nero” di Calimero, o il “E’ qui, è là… il merendero” o “Ava come lava”. Questo è lo scopo della pubblicità. Altro ci si aspetterebbe da chi si propone come soggetto politico.
    Ricordo i danni che ha fatto a me “Non è mai troppo tardi”, programma di alfabetizzazione di un’Italia in cui tanta, troppa gente non aveva frequentato la scuola. Io lo bevevo il maestro Manzi, e poi a scuola mi rompevo le scatole perchè sentivo cose che giù sapevo.
    E mi viene in mente il vecchio film di Alberto Sordi, dentone, che contrariamente all’improponibile aspetto fisico, si impone per competenza e volontà in una RAI che ammetteva ancora solo per concorso e non per baratti di fighi e fighette .

  17. Dimenticavo solo che son vecchiarella e che molti di voi chi sia Alberto Manzi magari non ne hanno la più pallida idea. Nemmeno i bolognesi?
    Naaa non ci credo.

    http://www.camera.minori.it/eventi/alberto_manzi.htm

  18. [kml_flashembed movie=”http://it.youtube.com/v/KksuUDafHoE” width=”425″ height=”350″ wmode=”transparent” /]

  19. azz ho sbagliato scusa ska

  20. Figurati, Twiga… ma che volevi fare?

  21. fenix

    NN sono qui per lasciare un commento ma per salutarti..CIAOOOOOOOO!!!come stai??spero bene, è da un pò che che stò cercando di contattare gli amici conosciuti sul blog del Maestro,ora è il tuo turno.. mi mancate tutti!!!!!
    Un abbraccio, a presto!!
    fenix

  22. Ciao Fenix, ben approdata su questi lidi!
    Anch’io, come avrai visto, ogni tanto ci faccio un salto da Equo. Avrà bisogno di tempo per fare un po’ di conti con i suoi ricordi, e metabolizzare i propri fantasmi. Magari sta meglio lontano dal pc, ma egoisticamente mi manca…Spero torni presto, ormai sono due mesi che tace.
    Quando vuoi passare, sei ospite più che gradita, anche per parlare di tutt’altro che di linguistica.
    Ricambio l’abbraccio! Ska

  23. Ho visto ora il link su Manzi: WP l’aveva spammato… mi sa che lo fa quando il commento comprende un link.
    Conoscevo Manzi di nome e per la trasmissione, ma mi ha fatto piacere leggerne un po’ più diffusamente. Mi apre chiaro perché sia un “modello” per te. Avercene ancora, eh?

  24. fenix

    Ok!!
    Ci vedremo e parleremo presto!
    Baci!!!

  25. coccoina

    “Ho visto un Re….!
    No! Non è vero.
    Ho visto solo un Corona che diceva, sviolinato pupa che ride e dice sì e no a copione, com’era stato bravo e come lo sarà; e che come lui figurati un po’ se ce n’è e ce ne sarà mai di meglio.
    Sì, sì!
    Sarà una specie di ‘neologismo’ dell’Etica di stare al Mondo?
    Questo?
    Mondo?
    Meglio del Dr.House, che intriga i fili un po’ troppo per fazzoletti piccoli e è sempre pieno di malati: chiaro, conciso e senza dubbi, belloccio standard col timbro ‘kosher’ (rubato da MaoBao) – e nemmeno un po’ zoppino, che fa chic!
    Così orrendo da essere bello!

  26. Sì, Messer Coccoina, mi risulta che ci sarà – o c’è stata? – una mega intervista ESCLUSIVA in cui il pupazzo racconterà al sua formidabile storia, modello per tanti adolescenti che già sfoggiano suoi gadget, no? Il bello è che questi personaggi non sono colpevoli, lo sono chi li fa diventare tali. L’Italia, dunque, merita ANCHE lui.
    Come si prenderebbe bene, con lo zegnone, no? Infatti mi pare che mesi addietro fosse in corso una trattativa. Prima o poi sarà quella la fine che faremo: Corona ai Beni Culturali. E la Moric alle pari opportunità. Senza portafoglio.

  27. coccoina

    Sì! Col Portafoglio! Anzi: I Portafoglio!
    I Vostri!
    Il mio no, perché non ce l’ho, ché non ne ho la necessità: il verde mi ama come un’edera un olmo.
    E magari, coi Portafoglio, un pacco d’anime seminuove ‘confezione regalo’ comprate a tre Euro al chilo al ‘mercatino anime’ nazionale; incartate e sotto al braccio – mentre fischietta “I Love You, Fabrissio!”.

  28. coccoina

    Pardon!
    “mentre ‘bsvis -cchietta’ di labbrone…..”.

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