Primavera

Il sostantivo in uso per designare la stagione della rinascita della natura, in italiano, è un composto del latino che ha però subito un cosiddetto metaplasmo, vale a dire un passaggio da una categoria (di nomi, in questo caso) all’altra: in latino era infatti di genere neutro, ed era designato semplicemente da ver, veris, che da solo significava già “primavera”, e proveniva da una radice antichissima attestata anche dal sanscrito, nel primo membro del composto  VAS-ANTAS (in cui presumo ANTAS stia per “primo”).

Tale antichissima radice è ospitata anche dal nome della dea Vesta, divinità del focolare domestico, e alla quale era dedicato un tempio in cui veniva tenuto vivo dalle Vestali il fuoco sacro che doveva garantire l’incolumità della città di Roma, spento nel 391 da Teodosio quale ultima brace di paganesimo. Il significato della radice era “ardere, splendere” e il suo impiego sta qui ad indicare pertanto lo splendore della stagione in cui il sole torna ad allietare gli animi e nutrire la natura.

Evidentemente, la connessione con il concetto di “splendore” deve essersi persa piuttosto precocemente, e dall’uso frequente nella locuzione “primo vere” (cioè, letteralmente “all’inizio della primavera”, e anche titolo di una raccolta di poesie giovanili di D’Annunzio) è nata l’interpretazione di ver come “stagione”, e di conseguenza “prima stagione dell’anno”. Anche il francese antico aveva infatti primevoire, sostituito poi da printemps ( < PRIMUM TEMPUS) forse anche per evitare confusione con “voire” (vedere). Primovere ha potuto facilmente essere femminilizzato in primavera in virtù dell’idea di fertilità ad esso connessa.

D’altra parte il concetto di ardore si collega bene anche all’estate (lat. AESTATEM dalla stessa radice di AESTUS, “calore, ardore”), e coerentemente alcune lingue optano per tale corrispondenza: lo spagnolo ha verano (< TEMPUS VERANUM), il rumeno ha vară,  il napoletano antico vera, il provenzale e il valenziano ver.

E’ interessante anche notare come l’idea di “inizio” connessa alla primavera abbia portato in alcune lingue e dialetti ad usi perifrastici quali “primavera dell’inverno” per indicare l’autunno (napoletano: primavera ‘e’mmerne; catalano primavera del ivern).

Anche le lingue germaniche sottolineano diversamente l’idea di inizio: l’inglese ha spring, orignariamente springing-time (1387), spring-time (1495), spring of the year (1530), vale a dire il momento da cui le piante “saltano su” (spring up), crescono. Il tedesco opta per Frühling, cioè “cosa che arriva presto, per prima” (früh = presto), mentre il danese e l’olandese usano i composti voraar e voorjaar (fore-year, in cui fore = “anteriore”, cfr. forehead, “fronte”).

Ora che siete informati su queste questioni di lana caprina, non dubito che potrete godere più pienamente di questa stagione di rinascita. Anche se a me questo momento, più che l’inizio di una stagione splendida, pare l’inizio del buio più nero.

____________________________________________________________________________________________________

Sitografia:

http://www.etymonline.com/index.php?term=spring

http://www.etimo.it/?term=primavera

Bibliografia:

W. Meyer-Lubke, “Romanisch etymologisches Wörterbuch”

Manlio Cortelazzo, Paolo Zolli, “DELI” (Dizionario Etimologico della Lingua Italiana)

 

 

Annunci

11 commenti

Archiviato in etimologia

11 risposte a “Primavera

  1. coccoina

    Lo ‘splendore primo a schizzo’ evocato alla ‘tocco ferro’ e decriptato cantando persiste e rimane ‘nonostante’, portato di figura nascente da quella compagnia di ‘extracomunitarie’, infiorettate e un po’ Bolshoi taglia 44 del Botticelli; e: giustizia finale, come in tutte le novelle che si rispettino.
    E questa lo nacque, alla Totò e senza doppisensi!
    E chi legge questo post ‘Lego’ a incastri che è una torre, campa almeno cent’anni.
    Poi, per la parte ‘nebbiosa’ di chiusura, tento d’illuminarla un po’ fioca e di specchio rubando luce allo ‘splendore primo’ e citando una antica battuta un po’ stantia.
    Prefazione: t’immagini il Caldtzzeroli, che quando questa illuminosa luminante cosa la leggesse a rètina d’occhiale affumicato, senza fili collegati al cervello, che gli si strozza ‘n gola e che ora che sarà ‘Vice’ le caldtzzerolate più dure gli toccano al ‘Boss’ che se ne intende meglio; poverino?
    Chiusura: e che, cortocircuitato, al massimo gli viene in mente quella storiella un po’ ‘osé’ di quel francese che adopera per una certa funzione lo ‘Champagne Millesimé’; e che, come il signore tedesco lì accanto della barzelletta, potrà ‘padanico ch’è istess’ e al massimo della fantasia chiedere col naso: “Bitte! Szi po’fffare anke con ppirrra?”
    Ci ha gli ormoni imbalsamati lui, il Caldtzzeroli; lui!
    Mi metto a ballare dietro la mia maschera ‘me’; grazie come al solito, e un saluto.

  2. solleviamoci

    ebbrava la nostra Ska… che apre i blog e nemmeno informa… ero rimasta allo snifu (sì lo so che non era quello!).
    Bella la riproduzione della botticella di primavera (questo è un gioco di parole che solo pochi possono capire… cioè i miei coetanei di una certa classe di un certo liceo di Milano) ma, datosi che ho notato la tendenza ormai generalizzata a farsi ognuno le proprie regole (chissà come mai!), non la spiego. 🙂
    Ti abbraccio e… buon lavoro! Però non disertare “di là” altrimenti mi incupisco…
    Suerte,
    elena

  3. coccoina

    Un bigliettino, appiccicato col ‘ciuingamme’ sull’uscio, socchiuso e non ci sei:

    Buon Primo Maggio Ska!

  4. tanto te lo aspettavi no? un anticchia tedioso devo dire

  5. Scusa skakkina, ma word press deve essere impazzito, mi ha mangiato la giraffa e dimezzato il messaggio. Volevo solo dirti che ti ho nominata nell’ennesimo meme

  6. pure il 2 di 52 s’è mangiato 🙂

  7. skakkina

    Ciao a tuttiiiii!!!!
    Passo solo per dirvi che vi ho letto e vi ringrazio ma vado un po’ di fretta! Mi rimetterò in paro nel week-end!
    Spero che anche il vostro primo maggio sia stato buono quanto il mio. A presto!

  8. Bello lo “spring up” degli inglesi, termine semplice e significativo, per questa stagione.
    Un saluto.

  9. @Coccoina: ora però la voglio sapere, la barzelletta! Me la racconti?

    @Elena: questa, poi! Ma se ti ho dato il link per due volte per e-mail! Ma no che non latito di là, non potrei mai! Anzi, annuncio a tutti che quando non mi si trova in momenti politico-sociali “caldi”, è perché sto su “solleviamoci” a cercare di schiarirmi le idee con l’amica Elena, Edgar ed altri. Sono infatti socia pocofacente del blog di Elena 🙂
    E poi, Elena, ma che fai, invochi SNAFU così? Non lo sai che è segretissimo? 😉 Scherzi a parte, anche SNAFU necessita di un’aggiornatina, ma il tempo per gli approfondimenti pare non bastare mai. Il numero di blog che ho al mio “passivo” è inversamente proporzionale al lavoro speso su di essi. Non sarò mai una blogstar! 😀

    @Edgar: piace anche a me! 🙂
    Ma soprattutto mi piace vedere l’estensione geografica e l’espansione degli ambiti di uso del prefisso sanscrito. Vorrei fare più post così per mostrare a tutti che in fondo… parliamo tutti la stessa lingua! 🙂

  10. Pingback: 21 de Marzo: Primavera. Origen de la Palabra y Equinoccio Primaveral. Durante los Equinoccios, los Días Tienen Duración Igual a las Noches en Todo el Mundo. En los Polos Norte y Sur, el Sol No se Leva | La Romana Bayahibe News

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...