Eine Flasche leer!

Qualche anno fa, il dott. Senf (anche detto er senape,  dal significato del suo nome in tedesco) ebbe la brillante idea di inaugurare il suo corso di lingua tedesca con questo video stranoto del discorso/sfogo di Trapattoni durante una conferenza stampa, al tempo in cui era allenatore del Bayern Monaco.

Scelta singolare, no? Ma perfettamente in linea con ciò che Herr Senf voleva capissimo fin dalla prima lezione. I bambini imparano prima a comunicare, a gesti, con frasi sconnesse, sintatticamente errate. Prima di tutto cercano di farsi capire. La grammatica, il buono stile, la coerenza testuale vengono dopo.Noi da adulti tendiamo a dimenticare questa verità elementare, e quando impariamo le lingue straniere pretendiamo di metterle in pratica solo se e quando siamo assolutamente sicuri della correttezza con cui padroneggiamo il nuovo idioma.

Niente di più sbagliato. Si dice prima “bumba”, poi “posso avere un bicchiere d’acqua, per favore?”. Non si può evitare il primo passo. Se “bumba” non è chiaro, il bambino indica il rubinetto, sbatte il biberon sul tavolo. Si fa capire.

Innanzitutto godiamoci la scena in sé, anche se non capiamo niente (la situazione in cui mi trovavo io al tempo della famosa prima lezione):

Poi, per facilitarvi la comprensione degli strafalcioni del Trap, riporto la trascrizione e la traduzione “ragionata” del suo discorso. Fortunatamente, l’ho trovata in rete molto ben fatta, così mi sono risparmiata una fatica (ho già detto quanto sono pigra?). La traduzione la frappongo paragrafo per paragrafo. per maggiore chiarezza:

Es gibt im Moment in diese Mannschaft, oh, einige Spieler vergessen ihren Profi was sie sind. Ich lese nicht sehr viele Zeitungen, aber ich habe gehört viele Situationen. Ci sono in questo momento in questo squadra, oh, alcuni giocatori dimenticano il loro professionista cosa sono. Non leggo molti giornali, ma molte situazioni ho sentito.

[il tedesco divide il verbo composto da ausiliare a participio ponendolo “ad occhiale” nella frase: soggetto, ausiliare, complemento oggetto e altri complementi, participio. Esempio traslitterato in italiano: “(io) ho molte situazioni sentito“; Il Trap se ne infischia e unisce ausiliare e participio come in italiano]

Wir haben nicht offensiv gespielt. Es gibt keine deutsche Mannschaft spielt offensiv und die Namen offensiv wie Bayern. Letzte Spiel hatten wir in Platz drei Spitzen: Elber, Jancker und dann Zickler. Wir mussen nicht vergessen Zickler. Zickler ist eine Spitzen mehr, Mehmet mehr Basler.

Non abbiamo giocato in modo offensivo. Non c’è nessuna squadra tedesca gioca offensivo e i nomi offensivo come Bayern. Ultimo partita avevamo tre punte nella campo: Elber, Jancker e poi Zickler. Non dobbiamo Zickler dimenticare. Zickler è una punte in più, Mehmet più Basler.

[i pronomi relativi: questi sconosciuti! Concordanza di genere: no, grazie!  “eine” = “una”, “Spitze” = “punta”. Ma Spitzen (plurale) suona più tedesco, no? 😉 Troppo Sturmtruppen, Trap!]

Ist klar diese Wörter, ist möglich verstehen, was ich hab’ gesagt? Danke.

È chiaro queste parole? È possibile di capire, cosa io ho detto? Grazie.

[sì, sì, chiarissimo! Notare la richiesta di feedback del Trap, prego!]

Offensiv, offensiv ist wie machen in Platz.

Offensivo, offensivo è come fare nella campo.

[??????????? Non ho idea di cosa voglia dire, ma mi piace! :D]

Ich habe erklärt mit diese zwei Spieler: Nach Dortmund brauchen vielleicht Halbzeit Pause. Ich habe auch andere Mannschaften gesehen in Europa nach diese Mittwoch. Ich habe gesehen auch zwei Tage die Training.

Io ho dichiarato con queste due giocatori: dopo Dortmund hanno bisogno forse pausa un tempo. Ho visto in Europa anche altre squadre dopo questa mercoledì. Ho visto anche gli allenamento due giorni.

[qui, come in moltissimi altri casi, il Trap non rispetta la concordanza di genere: diese (F.) Mittwoch (M.). Ma mi sorge il sospetto che in realtà stia facendo il furbo con le declinazioni: nach ( = dopo) richiede il dativo, dunque diesem, ma visto che le declinazioni in effetti sono difficili per noi italiani (figuriamoci per il Trap!), e in sede finale potremmo avere –er, –es, –em, –en, –e) si risolve in un indistinto diese(…?), con e finale. Come dire: il minimo comun desinenziale! Per non sbagliare. Paraculo, il Trap! ;)]

Ein Trainer ist nicht ein Idiot! Ein Trainer ist da … sehen was passieren in Platz. In diese Spiel es waren zwei, drei oder vier Spieler, die waren schwach wie eine Flasche leer!

Un allenatore non è nessun idiota! Un allenatore è lì … vedere cosa succedere in campo. In questo partita esistevano due, tre o quattro giocatori, loro erano deboli come una vuoto bottiglia!

[Il tedesco usa il pronome indefinito negativo per dire “non è un”, quindi, letteralmente, “è nessun idiota”. Vabbè, dai, errore veniale e comprensibile!]

Haben Sie gesehen Mittwoch, welche Mannschaft hat gespielt Mittwoch? Hat gespielt Mehmet, oder gespielet Basler, oder gespielt Trapattoni? Diese Spieler beklagen mehr als spiel!

Avete mercoledì visto, quale squadra giocato ha mercoledì? Mehmet ha giocato, o giocuato Basler, o giocato Trapattoni? Questi giocatori lagnano più che gioco!

[:D]

Wissen Sie, warum die Italien-Mannschaften kaufen nicht diese Spieler? Weil wir haben gesehen viele Male sulch Spiel. Haben gesagt, sind nicht Spieler für die italienen, eh…, Meisters.

Sapete, perché le squadre Italia comprano non questi giocatori? Perché noi visto abbiamo molta volte tali partita. Hanno detto, giocatori non sono per italianen, eh…, campionis.

[Oh, non ha azzeccato un plurale neanche per sbaglio! Quanto all’ordine delle parole, quello che leggete in italiano è per rendere lo strazio che ha fatto dell’ordine originario in tedesco, che è molto rigido in quanto alla collocazione degli elementi nel periodo]

Struuunz! Strunz ist zwei Jahre hier, hat gespielt zehn Spiel, ist immer verletzt. Was erlaube Strunz?! Letzte Jahre Meister geworden mit Hamann, eh…, Nerlinger. Diese Spieler waren Spieler und waren Meister geworden. Ist immer verletzt! Hat gespielet 25 Spiele in diese Mannschaft, in diese Verein. Muss rispektieren die andere Kollega!

Struuunz! Strunz è qui da due anni, dieci partita ha giocato, è sempre ferito. Cosa permetten Strunz?! Anni scorsi diventato campione con Hamann, eh…, Nerlinger. Questi giocatori erano giocatori ed erano diventati campioni. È sempre ferito! Ha giocuato 25 partite in questo squadra, in questa club. Respectare deve gli altri collegen!

[Passo arcinoto: più per lo “strunz” che per altro…:)]

Haben viel nette Kollegan. Stellen diese Kollegan die Frage! Haben keine Mut an Worten, aber ich weiß, was denken über diese Spieler. Mussen zeigen jetzt, ich will, Samstag, diese Spieler mussen zeigen mich, …, seine Fans, mussen alleine die Spiel gewinnen. Muß allein die Spiel gewinnen!

Hanno molto simpatici collegen. Ponga a questo collegen la domanda! Non hanno nessuna coraggio di parole, ma io so, cosa pensaren su questo giocatori. Devono mostrare ora, io voglio, sabato (in Germania si gioca di sabato), questi giocatori devono mostrare me, …, i suoi tiffosi, devono vincere la partita da soli. Deve da soli vincere la partita!

[La n per costruire il plurale di “collega” (ted. sing. Kollege, plur. Kollegen) è GENIALE! Qualcosa come filmi plurale di film]

Ich bin müde jetzt Vater dies Spieler, eh.., verteidige immer diese Spiele. Ich habe immer die Schulden, über diese Spieler. Einer ist Mario, einer, ein anderer ist Mehmet. Strunz ist dagegen nicht, hat nur gespielt 25 Prozent diese Spiel!

Io sono ora stanco padre di queste giocatore, eh.., difendo sempre questi giocatoren. Io ho sempre i debiti (Trappattono confonde le parole tedesche per “debito” e “colpa”), su questi giocatori. Uno è Mario, uno, un altro è Mehmet. Strunz invece non è, ha solo giocato il 25 per cento questi partita!

[Chiusura magistrale: per rendere il pathos del “padre della squadra” responsabile degli errori dei propri figli, Trap arriva persino ad azzardare un genitivo, dies(es) …. (toppandolo alla grande, che c’entra, ma neanche i tedeschi lo usano più, ormai!)]
 

Ich habe fertig!

Io sono finito

[In tedesco “ho finito” si traduce letteralmente “sono finito”: ai tedeschi  “ho finito” fa lo stesso effetto che le parole “sono finito” farebbero su di noi]

—————————-

La fatica di trascrizione e traduzione mi è stata risparmiata da: http://www.viaggio-in-germania.de/trap.html, che suggerisce saggiamente di non imparare il tedesco da Trapattoni. 🙂

Magari il tedesco no, ma la potenza comunicativa sì. Alcuni passaggi del discorso possono aver lasciato i tedeschi un po’ perplessi, ma la sostanza era chiara: i giocatori erano deboli come… “una bottiglia vuota!” “Ora:” dice il Senape  “si può immaginare qualcosa di più inutile per un tedesco di una bottiglia vuota”?

Trapattoni è riuscito a penetrare nel modo di tradurre il pensiero in immagini proprio del popolo tedesco: non ha detto “mezza calzetta“, ha detto “una bottiglia vuota“. Di più: ha invertito l’ordine obbligatorio delle parole nella frase: in italiano l’aggettivo può essere posto prima o dopo il nome cui si riferisce, con possibilità di differenziazione di senso;  in tedesco, dove questa possibilità non esiste, quel leer (“vuoto”) indeclinato (cioè non concordato con il nome) e dunque quasi iconico, posto alla fine della frase, è entrato nell’immaginario linguistico dei tedeschi, che hanno immediatamente adottato il “vuoto bottiglia“, declinandolo in mille e più metafore. Googlare per credere. 😉

 

Flasche leer, traurig sehr! (Vuoto bottiglia, tristi molto!)

p.s.

Durante la partita del Bayern successiva alla conferenza stampa di Trapattoni, i tifosi hanno contestato la squadra sventolando enormi sagome di bottiglia che recavano la scritta “Eine Flasche leer!”. Purtroppo non ho trovato le immagini in rete, né su You Tube. 😦

 

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11 commenti

Archiviato in lingua viva

11 risposte a “Eine Flasche leer!

  1. giu

    😀 Povero Trap! 😀

  2. giu

    Buhahahahahaaa!!! 😀

  3. oh! 😉
    Vai piano co ‘sti post, che occorre leggerli con calma.

    Ciao Ska.

  4. skakkina

    Forte il Trap, eh? 🙂

    Edgar, lo so, devo contenermi… il fatto è che in realtà vorrei dire – pensa! – ancora di più, ma temo di essere pedante. Comunque è già probabile una pausa di qualeche giorno, ho da fare con le mie due nuove allieve di italiano! 🙂

  5. giu

    Ma no, dai, non ti preoccupare… secondo me la lunghezza del post va benissimo! E’ la grandezza del carattere che trae in inganno…!

  6. Sono passata di qui per caso. bel blog! tornero’ a trovarti!!

  7. Allora lo hai aperto! E non mi hai detto niente!? Ad ogni modo il video di trap è sempre stato uno dei miei preferiti, come quello in cui Berlusconi da del Nazista ad un eurodeputato tedesco, che aveva un cognome ebreo…
    Impagabile!

  8. skakkina

    Ciao Emmanuele! Ma come, se hai avuto l’indirizzo per primo, quando ancora era in costruzione! 🙂
    Sì, sì, ricordo che mi hai chiesto di avvertirti quando “partiva”, ma il fatto è che forse non voglio ammettere che è partito. Ho un po’ paura di essere risucchiata dalla blogomania… ogni tanto medito di richiuderlo subito… ma per ora resta qua ad aspettare la mia ispirazione.
    Anch’io trovo questo video geniale: il Trap oramai in Germania è un eroe! (Lo stesso non può dirsi di Berlusconi..)

  9. max78

    E quindi che si fà? 😕
    In sintesi mi pare che l’importante è farsi capire no? 😀

    Del resto anche sui blog in lingua inglese che frequento io ognuno parla un po’ come vuole e in tanti anni solo qualche settimana fà un tizio inglese si è lamentato con degli americani dicendo che l’americano non esiste, esiste l’inglese con le sue regole che gli americani ignorano.

    Ma io sono felice così dai! Siamo tutti un po’ Trap su quel forum ih ih 🙂 E per me è un sollievo ovviamente. Anzi mi sà che col tempo stiamo inventando una nuova lingua! 😀

  10. skakkina

    E certo che è quello l’importante: farsi capire.
    Che noia questi pedanti… pedanti-ignoranti. E’ davvero da ignoranti dire che l’americano non esiste: l’inglese americano è un inglese trapiantato in un altro paese, che funge da espressione ad una comunità linguistica che PENSA differente, quindi parla anche differente. Non dobbiamo dimenticare l’ “anima” dei popoli, che motiva le scelte delle modalità espressive. Fondamentalmente si tratta di una varietà dell’inglese: inglesi ed americani si capiscono senza problemi. Ma ci sono differenze anche importanti nel lessico, e soprattutto nello slang.
    Addirittura lo spagnolo sudamericano ha caratteristiche morfologiche diverse da quello spagnolo di Spagna: laddove lo spagnolo di Spagna (più propriamente “castigliano”) apostrofa col tu o con usted/ustedes, quello argentino usa indistintamente vos: praticamente si danno sempre del voi.

    Per quel che riguarda la lingua che usate nei blog in lingua inglese, è normalissimo e giusto che sia così: è un po’ quello che succede coi pidgins, lingue a base inglese semplificato con innesti provenienti dalle lingue più disparate. Quando la funzione comunicativa prevale, tutto il resto è… noia. Se vi faceste scrupoli sulla correttezza dell’espressione, non parlereste affatto.
    Comunque anni fa, quando convivevo con gente americana, tedesca, spagnola, argentina, stavamo effettivamente dando vita ad una specie di mostro cui avevamo anche dato un nome: Merulanto, da un incrocio di esperanto e Merulana, il nome della via in cui abitavamo. 😀
    Per non parlare dello strano tedesco in cui comunicavamo io e la mia amica russa quando abitavamo a Berlino: i nostri due coinquilini tedeschi restavano molto perplessi nel sentirci, ma noi ci capivamo alla grande! 😀 Anche perché ci copiavamo gli errori…
    Guardate che è un sacco divertene fare strazio delle lingue! 🙂

  11. ohhh… ho trovato il tempo
    di godermi questo, magnifico il trp e che ci sia di lezione quando montiamo in cattedra

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